Per motivi di salute Syria non potrà essere presente in Piazza Castello a Torino per lo spettacolo in calendario de Le Città Viste dal Basso. Prenderà il suo posto Mauro Ermanno Giovanardi. Un abbraccio da parte nostra a Syria. Gli ospiti della serata sarano quindi Mauro Ermanno Giovanardi e Cristiano Godano dei Marlene Kuntz.
Archive for ottobre, 2009
31 ottobre – Le Città Viste dal Basso
Dal profondo
La Compilation “DAL PROFONDO” è nata da un’idea di Marino Severini dei GANG in memoria di Paolo “Zico” Mozzicafreddo, poi ampliata, stampata e distribuita dall’etichetta Latlantide, l’obiettivo è realizzare e finanziare “UN POZZO D’ACQUA IN AFRICA” , ci si è detti tante volte che è ora di farla finita con le chiacchiere e con la lagna che tutto non va nella direzione giusta e allora cominciamo a spingere dall’altra parte, facciamo qualcosa nel nostro piccolo, da una piccola Tribù possono partire dei piccoli grandi progetti che di sicuro non cambieranno il mondo ma lo faranno migliore e nel farlo anche noi ci sentiremo meglio, un pozzo d’acqua nel deserto dell’oblio della civiltà moderna.
L’associazione culturale “La Locomotiva” di Petrella Salto (Rieti) lavora da anni con l’AMREF per la costruzione di pozzi e cisterne d’acqua in Africa, ha promosso ultimamente un’iniziativa che riguarda la costruzione di un pozzo intitolato a Paolo Mozzicafreddo, il ricavato dalla vendita della compilation verrà devoluto per la costruzione del pozzo intitolato appunto a Paolo, all’iniziativa hanno aderito ber 171 artisti e gruppi musicali della scena indipendente italiana e non, tra cui Bandabardò, Modena City Ramblers, Cisco, Diaframma, Gang, Il parto delle nuvole pesanti, Le luci della centrale elettrica, Marco Carena, Skiantos, Perturbazione, Aida Satta Flores, Maxi B, Persiana Jones, Small Jackets, Ojm, The Hormonauts, Tre allegri ragazzi Morti, Sir Oliver Skardy & Fahrenheit 451, Scandalo al Sole & Roy Paci, Claudio Lolli, The Vad Vuc, Paolo Benvegnù, Massimo Priviero, The Fire, Vallanzaska, ecc ecc tutti insieme per fare un piccolo passo in avanti.
Altra novità è il cofanetto composto da due cd audio MP3 in alta qualità (256 kbps), è la prima volta in Italia che si pubblica una compilation di queste proporzioni in formato MP3, leggibile da qualsiasi computer, lettore multimediale, lettori DVD e CD con funzione MP3.
I brani sono inoltre disponibili su tutte le principali piattaforme digitali-internet. La compilation verrà ufficialmente presentata al MEI
Ode a Ida

Mi sono innamorato di Ida Lupino.
Spero che la mia compagna non sia troppo gelosa, perchè Ida è morta nel 1995… nemmeno ci conoscevamo allora!
Mi sono innamorato sabato 19 settembre verso le due di notte.
Cercavo di prendere sonno su uno scomodissimo divano dopo aver lavorato fino all’una e mezza, non ero a casa, ero nella sede della società di produzione dove ho girato e disegnato tutto il videoclip di Marco Notari, mi sarei alzato presto, le sette circa, per riprendere il lavoro che era in dirittura d’arrivo e necessitava degli ultimi shot prima del montaggio definitivo. Quando lavoro così, animando, non riesco a staccare e dormire, anche se sono stanchissimo ho bisogno di calmare il cervello. Così ho acceso una sigaretta e mi sono messo al buio davanti a un televisore in attesa del sonno. Invece è arrivata lei. Si è fatta largo tra rappresentanti di arte e paccottiglia, marzulli e maruzzelli. E benedetti siano i nostri santi protettori di Fuori Orario per averci fatto incontrare.
L’ho conosciuta su un autobus che faceva il giro delle ville di Beverly Hills.
Come Harry, il protagonista del film La grande nebbia interpretato da Edmond O’Brian, mi sono incantato lentamente di fronte a questa donna misteriosa.
Ida Lupino. Che nome è, me lo dite voi? A me suona divinamente…
Non avevo idea di che film fosse. Non un indizio sul regista, sul nome degli attori. Era girato ed ambientato negli anni ‘50, la fotografia e le scenografie parlavano chiaro. Ma non era un film “classico”.
La grande nebbia in originale si intitola The Bigamist, roba che se traduci letteralmente in Italia subito pensano a un film con Lando Buzzanca.
E’ curioso, perchè ultimamente mi sono ritrovato a fare ipotesi sulla bigamia, anzi per la precisione sulla poligamia, scherzandoci sopra con la mia compagna che sorridendo mi ha detto: “Ma tesoro, questo è il sogno di tutti gli uomini…”
Ma il film non parla affatto di un cretino come me che per fantasticare proietta se stesso e i suoi ormoni in una famiglia allargata dove rientrando a casa dal lavoro (quale lavoro???) trova ad aspettarlo non una, non due, ma numerose donne che non desiderano altro che coccolarlo e incoronarlo re della casa. Ebbene sì, sappiatelo, ogni uomo ci casca. Noi non impazziamo per i saldi, non andiamo in crisi se ci siamo tagliati i capelli e nessuno se ne accorge, ma qualche volta desideriamo un harem…
Comunque. La storia di The bigamist, ridotta all’osso, è quella di un rappresentante di frigoriferi di circa 35 anni, con una moglie con la quale condivide l’attività lavorativa oltre che la vita di coppia; non possono avere figli, vorrebbero adottarne uno, ma l’agente che si occupa del loro caso investigando sulla vita di Harry scopre che egli ha un’altra moglie a Los Angeles: segue lungo flash back che ci rivela come sono andate le cose. Piano piano scopriamo come ciascun personaggio sia legato agli altri, ci viene restitutita la materia del vivere quotidiano, la fatica, la solitudine e le speranze di queste anime comuni. Siamo nel pieno del boom economico, siamo in America. Siamo nel sogno americano. E Ida Lupino ci traghetta sull’altra faccia della medaglia, ci fà sentire la mancanza di qualcosa a cui i protagonisti non sanno dare un nome. Non è un melodramma, il tono è sobrio sebbene le emozioni siano lì, scintillanti. Non mi stupirei di scoprire che a Cassavetes piacesse questa donna, una delle prime registe a Hollywood.
Non mi stupirei se una canzone del nostro prossimo disco fosse dedicata a lei. Staremo a sentire.
Nel frattempo, ecco a voi One for my baby: ho passato ore a rivedere questo frammento di Road House, del 1948, Ida Lupino qui è solo interprete, sentite e guardate, spero che questo dolce e malinconico blues vi incanti. Io non mi sono ancora ripreso…
Weeds – 2009
Nel marzo del 2006 Stefano Giaccone fece incontrare i cuneesi Airportman e Tommaso Cerasuolo e Gigi Giancursi per una sessione di registrazioni per il suo disco Come un fiore, uscito nel 2007.
Da quell’esperienza nacque una grande amicizia che ha portato Tommaso Cerasuolo prima a partecipare ai concerti del trio cuneese (che normalmente suona musica strumentale) e poi a realizzare insieme un disco di cover, Weeds, uscito per Lizard Records nel marzo del 2009, con l’idea di raccontare se stessi tanto quanto gli autori originali delle canzoni interpretate. Il modello di riferimento sono stati dischi come Kicking Against the Pricks di Nick Cave, Together in the Darkness di M. Hederos e M. Hellberg, Fakebook degli Yo La Tengo, Takes di Adem, The Covers Record di Cat Power, Fleurs di Franco Battiato, gli ultimi di Johnny Cash prodotti da Rick Rubin.
La casa di Giovanni degli Airportman è stato il luogo (in cantina c’è l’Airportman Studio), suonare e poi dividere il cibo è stato il modo, qualche weekend e tanti lunedì sera autunnali del 2008 sono stati il tempo.
Potete ascoltare un brano del disco nella nostra sezione Audio a quest’indirizzo
La Gallery dei nostri manifesti live
In questa galleria potete ammirare tutti i poster che abbiamo utilizzato finora per i nostri tour o per i nostri spettacoli. Cliccare su quello che volete visionare meglio.
- Concept by Giacomo Spazio
- Concept by Alessandro Baronciani
- Concept by Tommaso Cerasuolo
- Concept by Tommaso Cerasuolo
- Concept by Tommaso Cerasuolo
- Concept by Irene Festa aka Nene
- Concept by Irene Festa aka Nene
- Concept by Irene Festa aka Nene
- Concept by Irene Festa aka Nene
- Concept by Heartfelt
Peace, la compilation

Una compilation il cui prezzo è a discrezione di chi ascolta (c’è una base minima di 2 euro). Artisti di cinquanta nazioni (tra cui nomi del calibro di Ryuichi Sakamoto, Marc Almond, Patrick Wolf, The Spinto Band, Asobi Seksu, 4Hero insieme a artisti della scena indipendente di ogni paese), parteciperanno a PEACE, un progetto di Amnesty International in collaborazione con i dj barcellonesi Buffetlibre.
L’uscita prevista è per gennaio 2010. I proventi dell’iniziativa, il cui prezzo è lasciato alla libera determinazione degli ascoltatori con una base di 2 euro, andranno ad Amnesty che li utilizzerà per progetti di aiuto umanitario nelle aree di conflitto.
L’ulteriore buona notizia è che i cinque nomi italiani coinvolti, appartengono alla scena indipendente. Amari, Le Man Avec Les Lunettes, Perturbazione, Amycanbe e Dusty Kid parteciperanno all’iniziativa con un brano ciascuno.
Il disordine delle cose
Il Disordine delle Cose esordisce con l’album omonimo. Il gruppo novarese ha affidato la fase della registrazione e della produzione artistica a Cristiano Lo Mele e Gigi Giancursi.
Maggiori informazioni sul gruppo e sul disco al sito ildisordinedellecose.it
Tra gli ospiti presenti sul disco: Naif, Carmelo Pipitone (Marta sui Tubi), Paolo Benvegnù, Syria, Marco Notari, Marcello Testa (La Crus), Enrico Allavena (Blue Beaters), Giotto Napolitano (Fratelli di Soledad), i Perturbazione nelle persone di Tommaso Cerasuolo, Elena Diana, Cristiano Lo Mele e Gigi Giancursi
Non c’era una volta
Al Direttore del Personale.
Buongiorno, scrivo Questa mia per farLe notare che, sebbene circolino accuse sul mio conto sul fatto che io abbia disertato la mattinata di lavoro di venerdì (e Lei sa che siamo in tanti in Azienda, non è certo la mia mancata partecipazione alla mattina da Lei indicata a bloccare irrimediabilmente il processo produttivo), la mia percentuale di partecipazione ai giorni di lavoro di questa Azienda è tra le più alte, come si evince dai tabulati presenze, che copio e incollo qui sotto:
Gigi Giancursi, 83,19%
Inoltre non potevo mancare all’anniversario della Croce Rossa. Prima di lavorare per Voi, insegnavo medicina all’Università.
Secondo voi, con una lettera simile, rimarrei a fare il mio lavoro?
Sul blog dell’onorevole Binetti, che chiamare blog è irrispettoso nei confronti dei blogger, perché un blog senza commenti è come il cilicio senza nodi, questa è la sua giustificazione per l’assenza al voto determinante contro l’approvazione dello scudo fiscale.
Purtroppo non è l’unica ad avere disertato le votazioni in aula.
Se il governo fosse finito in minoranza, oggi si starebbe forse parlando di elezioni anticipate.
Il Partito Democratico ha fallito profondamente e non solo per essersi presentato come un partito innovativo scegliendosi una sigla, PD, che qualsiasi frequentatore di forum sa essere l’acrostico della bestemmia più conosciuta censurabile.
Ci sono tre possibilità per cui questo non è successo, non ne vedo altre. Gianni Vattimo, più kierkegaardiano, propende per le sole prime due. Ne aggiungo una terza.
1) Il PD è formato da perfetti imbecilli. Si deve dimettere Soro perche, in quanto capogruppo, non è riuscito a creare la giusta compattezza in un momento così importante e topico del dibattito parlamentare.
2) Il PD è in malafede. Inciucia con il governo. E’ il vecchio sospetto post-bicamerale. Un po’ troppo per i deboli di cuore o per mio nonno, che ha fortunatamete un cuore sano, ma che non può credere di aver dato la fiducia per anni a dei criminali.
3) Il PD è allo sbando. Qualcuno ha permesso questa eccessiva liceità nelle assenze perché coltiva un timore nemmeno troppo remoto: se si fosse andati ad elezioni anticipate, il congresso venturo si sarebbe trasformato in un regolamento di conti e tutti avrebbero visto che il re è nudo.
Propendo per questa terza ipotesi, perché ci tengo a non spaventare troppo mio nonno.
Nelle votazioni di martedì, dove già avrebbe potuto verificarsi la caduta in minoranza del governo, se le assenze non fossero stata la norma per l’opposizione, mancavano addirittura Franceschini, Bersani e D’Alema, ovvero i papabili leader di un partito che non serve più a niente.
Intanto ringraziamo perchè non c’erano, oltre alla Binetti:
la Melandri, infaticabile filantropa terzomondista che ha base operativa nelle residenze di Briatore, uomo integerrimo
l’ex ministro Fioroni, impegnato probabilmente a studiare un metodo antispam per il suo prossimo porno-blog sulla Pubblica Istruzione
Enzo Carra, che negli anni di tangentopoli aveva goduto del suo quarto d’ora di celebrità wahroliana e non era stato un bel vedere, fortuna per lui che lavora nell’unico settore in Italia per cui il garantismo è realtà: la politica. Altrimenti da allora sarebbe rimasto senza lavoro. Per le nuove generazioni, visto che qualsiasi foto o video di allora sono state cancellate da internet: si era sollevato uno scandalo perché l’avevano arrestato mettendogli le manette per false dichiarazioni al pubblico ministero.
Sergio D’antoni che scrive sul suo sito una massima di Madre Teresa di Calcutta (nota fonte d’ispirazione per le lotte sindacali passate e venture): “La tua giornata sarà inutile se non ci sarà almeno un sorriso”. Ecco, diciamo che venerdì erano incazzati neri veramente in tanti. Fai te.
Quest’ultimo poi fa parte di quelli che, post-votazione, hanno lanciato un comunicato stampa che riferiva di ricovero per accertamenti clinici. E ci si sente persino delle merde a pensare male. Motivo in più per non sorridere.
Non dimentichiamoli.
Un partito serio, una volta acclarati i malati gravi, dovrebbe mettere alla porta gli altri.
Un elettore serio dovrebbe non votarli mai più, perchè, visto che il partito non è serio, li rivedremo.
Un essere umano, tra l’ombra dei cipressi e dentro l’urne, potrebbe seriamente cominciare ad avere voglia di ombra.
Rivoli, 4 ottobre 2009
Porpora – 2009
Tommaso Cerasuolo ha realizzato e diretto il video in animazione di Porpora, il singolo estratto da Babele, il disco di Marco Notari. Il brano anticipa Babele:noir, ambizioso progetto che unisce musica, racconti, illustrazioni e video. Il videoclip è realizzato in stop-motion, lavorando con colori acrilici direttamente sotto alla videocamera a 25 fotogrammi al secondo, in HD 1280×720, ed è prodotto dalla sempre valida Zenit Arti Audiovisive di Torino. Ecco le parole di Tommaso durante la fase di realizzazione di questo video.
Buona visione.















