Perturbazione

quartier generale

Archive for settembre, 2009

Agosto es el mes más frío del año

galaxiaGracias al autor del blog Galaxia de Camarones para escribir sobre nosotros. Éstos son algunos de las líneas.
Para leer el artículo completo, haga clic en el enlace:

“Los días pasan, las producciones siguen y, sin darnos cuenta, ya estamos en Agosto. A-gos-to! No me van a decir que no les pasó!! “Que lindo, julio, el frío, la nievecita, el día del amigo y…” BAM!

Agosto siempre llega así, intempestivamente, justo cuando pestañeamos. El mes inicio de esta segunda parte del año es laaargo, como el lunes de la semana: falta mucho para una nueva terminación. Encima lo precede un mes de 31 días y, lejos de decir “bueh, pobre gente, yo me hago de 30″, no. 31 días también. O al menos eso me indican los nudillos (más…)”

Agosto figura en nuestro CD In Circolo (2002)

Rosemary’s raping

giudiceC’è qualcosa che mi sfugge del caso Polanski. Ed è per quale motivo tutti, e sottolineo tutti, i giornalisti, da sinistra a destra, si sono lanciati strenuamente in sua difesa, chi meno, chi più velatamente, facendo ricorso ad aggettivi per cui il regista è stimatissimo o a storie da lacrimarium, come il fatto che la madre polacca morì in un campo di concentramento, come se lo volessero liberare per questo dal peccato non tanto originale che commise.

Non sono un forcaiolo e non ho nulla contro il regista, che addirittura stimo. Ma l’uomo Polanski è ingiustificabile.

Si possono criticare la giustizia svizzera e quella americana, ma non si possono convogliare tutti questi discorsi in uno, con lo scopo di fare apparire meno terribile il reato di Polanski.

Leggete attentamente gli articoli che parlano della vicenda. Alcuni giornalisti ci ipnotizzano con le parole descrivendoci la giustizia degli U.S.A. come eccessivamente punitiva per il fatto che se qualcuno esce con una minorenne rischia il carcere (Berlusconi, attento a scherzare troppo con gli abbronzati se non vuoi fartela tu, a strisce, l’abbronzatura…), Ma qui non siamo di fronte ad un’uscita con una minorenne, ma con una violenza. Che è cosa ben diversa.

Il giudice che accettò in primis il patteggiamento di Polanski morì dopo aver riaperto il caso. C’è chi sottolinea questo avvenimento, come per dire: allora non vale, palla al centro. Ma che diavolo c’entra la morte del giudice con il corso della giustizia? Polanski dice di non aver mai voluto essere riprocessato per evitare il clamore mediatico che ne sarebbe scaturito. Eccessivamente fastidioso vero? Chissà come si sentiva la cresciuta tredicenne ogni volta che il clamore mediatico le portava in casa le vicende della sua carriera, i suoi nuovi film, ecc.

Questa vicenda non fa altro che confermarmi quello che già sospetto da tempo. La disconessione totale dalla realtà della maggior parte dei giornalisti e il subdolo potere che hanno nel tentativo di manipolare la pubblica opinione. Persino le articoliste che si sono dedicate all’accaduto non hanno minimamente anteposto il loro personale sentire femminile all’analisi permissiva di tutta la vicenda. In fondo, è successo molto tempo fa. Sottotraccia: facciamo tutti il cazzo che vogliamo, l’importante è essere potenti e riconosciuti. Poi qualcuno alzerà gli scudi per giustificarci. Vorrei solo che la maggior parte di quegli articolisti avesse una figlia che chiedesse loro di volere fortemente sostenere un provino con il regista. Vedere la loro reazione. Non sono convinto che continuerebbero ad essere strenui assertori della possibilità di redenzione dell’essere umano.

Spero, infine, di avere perduto qualche particolare importante nella rilettura della notizia dell’incarcerazione di Polanski, perché se i fatti sono quelli che mi è parso di capire, non credo di potere facilmente cambiare idea.

Rivoli, 28 settembre 2009

Living Decay: a portrait of a changing landscape – 2008

landscapeNella splendida cornice delle Isole Lofoten nel nord della Norvegia, due artisti norvegesi, Dolk e Pøbel, realizzano imponenti dipinti sulle pareti di case abbandonate riportandole in vita.

“Living Decay”: un documentario che tratta di pittura e gabbiani, spray e nuvole, paesaggi e case abbandonate nel bel mezzo del nulla. Buona visione del trailer.

Director: Davide Fasolo

Music by: Farmer Sea, Starving Pets, Armstrong?, Perturbazione.

Scritto, diretto e girato da Davide Fasolo

Contenuto nel repackaging del DVD: Storytelling: My Beautiful Renaissance II.

Date e commenti

PRELIMINARI TOUR

06 novembre 2009, venerdì – Spazio 211, Torino. Concerto per il Preliminari Tour

11 novembre 2009, mercoledì – Magnolia, Milano. Concerto per il Preliminari Tour
13 novembre 2009, venerdì – Estragon, Bologna. Concerto per il Preliminari Tour
14 novembre 2009, sabato – Auditorium Flog, Firenze. Concerto per il Preliminari Tour
21 novembre 2009, sabato – Locanda Atlantide, Roma. Concerto per il Preliminari Tour

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Tour collaterali 2009

segnale-di-uscita-d-emergenza-a-led-19659Ecco alcuni appuntamenti in cui potrete trovare qualcuno di noi alle prese con attività collaterali ai Perturbazione, rigorosamente in odine cronologico fino alla fine dell’anno 2009.

Per le date ufficiali dei Perturbazione al completo, rimandiamo invece alla pagina specifica.

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OTTOBRE

  • 10 ottobre Torino, sabato. Cristiano Lo Mele con Totò Zingaro. Live@Spazio211, Torino.  ”Notti magiche ‘90 Party” – Totò Zingaro reinterpreta l’hip hop italiano degli anni ‘90 (Colle der Fomento, Sangue Misto)
  • 23 ottobre Torino, venerdì. Cristiano Lo Mele con Totò Zingaro. Live@CPG, Torino. A proposito di Robert Johnson ed Emilio Salgari ANNULLATO!!!
  • 29 ottobre Radio, giovedì. Tommaso Cerasuolo con Airportman. Live in diretta radiofonica su Condor con Luca Sofri e Matteo Bordone. Rai Stereo 2. Ore 16.00.

NOVEMBRE

  • 15 novembre Cuneo, domenica. Rossano Lo Mele presenta e modera l’incontro di Scrittorincittà 2009 Il Buio oltre la luce, con Vasco Brondi (Luci della Centrale Elettrica), Emidio Clementi e Francesco Tricarico. Centro Incontri della Provincia, Sala Rossa, ore 18.00. INFO
  • 18 novembre Torino, mercoledì. Tommaso Cerasuolo con Airportman. Sonorizzazione fotografica per la rassegna Pezzi di Muro (ventennale del crollo del Muro di Berlino). 1989, un anno di fotografie. Circolo dei Lettori. Ore 21.00
  • 28 novembre Torino, sabato. Tommaso Cerasuolo con Airportman. Showcase FNAC Torino via Roma, ore 18.00

DICEMBRE

  • 3 dicembre Milano, giovedì. Gigi Giancursi, Elena Diana e Cristiano Lo Mele sono il trio acustico che accompagnerà il live di Syria. Ospite d’eccezione: Mauro Ermanno Giovanardi. Cantine Musicali. Live@Teatro Blu. Ore 19.00. INFO

Il buio oltre la luce

magritteDa un’idea di Rossano Lo Mele nasce e viene moderato quest’incontro a Cuneo per Scrittorincittà 2009 (15 novembre 2009, Sala Rossa, ore 18.00).

La scrittura nasce dal buio. anche quella per la musica. Ne sono un esempio autori come Vasco Brondi (Cosa racconteremo di questi cazzo di anni zero, Baldini Castoldi Dalai, in uscita), Emidio Clementi (Matilde e i suoi tre padri, Rizzoli 2009) e Francesco Tricarico (Semplicemente ho dimenticato un elefante nel taschino, Bompiani, in uscita). Assai diversi tra di loro, ma tutti in un certo modo (personale) introversi e legati alla pagina scritta. Una scrittura per canzoni che nasce dal buio e dalla solitudine, la loro. Ma che subito dopo si deve confrontare con la luce del pubblico, più che mai rispetto a uno scrittore tradizionale, giacché un musicista registra canzoni, ma poi si trova anche a eseguirle al cospetto di esseri umani in carne e ossa. Da dove nasce quindi la scintilla della creazione, da quale forma di buio? E poi che succede quando si espone al sole dell’opinione pubblica (la critica, gli ascoltatori). Cosa si perde e si guadagna in questo percorso? Quanto viene contaminata o arricchita l’intuizione iniziale, prima di rituffarsi nel buio (magari luccicante) delle prossima  fase di composizione?

No, il dibattito no!

ipope-orangeRispondo o cerco di entrare all’interno di un dibattito che si sta svilupando tra articoli di Maurizio Blatto, Andrea Girolami e Francesco Farabegoli. Non ho il piacere di conoscere quest’ultimo ma parto proprio dal suo articolo che ci chiama in causa, anche se non è questo il motivo per cui mi accingo a scrivere queste righe, ma solo il motivo per cui mi sono accorto dell’esistenza dell’articolo stesso.

Il dibattito riguarda la crisi che attanaglia il mercato discografico e l’editoria di riviste musicali. La ripercussione non calcolata di tutto questo è anche la modificazione dello scenario generazionale in cui è venuto a mancare quel forte senso di appartenenza ad un genere o ad una scena che contraddistingueva la giovinezza della mia generazione (e forse anche quella degli altri scriventi) da quella attuale. Ci si chiede, in pratica, dove sia finita quell’energia centripeta che rendeva possibile contrapporre un ‘noi’ a ‘loro’.

‘Noi’ eravamo quelli che ascoltavamo, suonavamo o scrivevamo di musica alternativa.

‘Loro’ erano quelli che si facevano i soldi sulla base di un meccanismo consumistico e lo alimentavano in continuazione, come La Casta alimenta se stessa.

‘Noi’ eravamo quelli indie.

‘Loro’ erano quelli major.

Non vorrei banalizzare l’intervento di Farabegoli, ma se asciughiamo la prosa ricca ed intellettualoide mi sembra di capire che il punto sia proprio questo.

Purtroppo chiude l’articolo con due righe che sembrano molto equivoche e che lasciano servita su un piatto d’argento una battuta che non posso risparmiarmi.

Cito per intero:

*noinostroquelli come noi e via discorrendo. Parlo di noi intendendo gente che usa la musica al posto della mano destra.

Purtroppo la mano destra, nel più del 90% dei casi, serve per farsi le seghe. In questo caso mentali.

Farabegoli ammette che 30 secondi di Rotta x casa di Dio possono addirittura esaltare un ascoltatore. E’ questo il punto di partenza per quel che mi riguarda. E non sto parlando di musica in quanto artista, ma di musica in quanto ascoltatore.

Perché dovremmo impedire agli altri o a ‘noi’ di godere per 30 secondi?

Ho sempre amato, quelle poche volte che sono stato invitato a dibattiti pubblici, paragonare la musica e la religione.

Entrambe:

1)      Fanno vestire in modo diverso (i preti, i metallari, le suore, gli emo, i testimoni di Geova…)

2)      Ci mettono di fronte al nostro egoismo (si pensi alla preghiera a San Gennaro di Troisi, o a come quasi ci dispiaccia se il nostro gruppo preferito diventa un fenomeno di massa)

3)      Strettamente collegato al punto 2), ci spingono ad evangelizzare il prossimo (ed è sempre egoismo, perché è un modo come un altro per rendere il mondo più simile a noi)

4)      Entrambe possono degenerare nel fanatismo (non si chiamano forse ‘fan’ i fanatici della musica?)

Veniamo al dunque.

Nick Cave pubblica le Murder Ballads con Kylie Minogue. E’ un figo (lo so, non è un termine tecnico da critico musicale, come del resto nemmeno ‘merda’ lo dovrebbe essere o ‘cagare’, ma, chissà perchè, questi sono entrati prepotentemente nel linguaggio della critica italiana da qualche anno a questa parte…)

I Ciccone Youth rifanno i pezzi di Madonna. Una figata.

Johnny Cash rifà Hurt dei Nine Inch Nails. Meravigliosa (sfido qualsiasi critico musicale ad ascoltarsi l’INTERA discografia di Johnny Cash e non solo Folksom o S. Quentin).

Syria rifà un pezzo dei Marta su Tubi. Come si permette?

A prescindere dalla riuscita o meno degli incontri artistici o delle cover, c’è qualcosa di preconcetto nell’approciarsi all’ascolto. Collaboro con Syria per alcuni suoi live e non scrivo per difenderla. Lo sottolineo solo perchè non vorrei che qualcuno mi potesse obiettare stupidamente questa cosa. La cito come esempio solo perchè viene citata nell’articolo, facciamone un altro e va bene lo stesso:

Tiziano Ferro collabora con i Linea 77.
Irene Grandi (prima di Bruci la Città) interpreta una canzone di Paolo Benvegnù.

Mi rendo conto che la vita di un critico musicale è minacciata dalla selezione che ognuno di noi fa sull’i-pod (che non ho) e che il livore con cui si cerca disperatamente di non perdere la trincea è assolutamente in buona fede. Però, se di analisi critiche si vive, bisogna anche subirle. E, a mio modesto parere, questa è la strada. La crisi discografica attuale è come una rivoluzione scismatica in seno alla chiesa. Basta intermediazioni per parlare con Dio. L’ascoltatore vuole solo pastori che non dicano sempre e solo cos’è male. Ma che indirizzino verso il bene con le stesse paure di precipitare all’inferno di un essere umano normale perché sono tentati dagli stessi peccati, perché non hanno fatto il voto di castità, perché godono ascoltando Pezzali, fosse anche solo per trenta secondi.

Ho scoperto che così si vive meglio.

Senza un ‘noi’, senza un ‘loro’. Se ‘loro’ godono e io no, vorrei godere anch’io.

Finirò all’inferno?

Aggiungo, per completare la mia confessione all’Inquisizione, che ho sviluppato anche nel tempo il seguente pensiero impuro. Sono diventato come Bondi, un ex comunista che se la prende coi comunisti, come Allen Carr, un ex fumatore che tratta i fumatori come dei perfetti idioti. Una volta ero pieno di orgoglio indie. E pensavo che se Max Pezzali fosse entrato in un centro sociale, sarebbe uscito orizzontale. Oggi credo che fortunatamente, sia il contrario. Credo che se uno degli ennesimi gruppetti indie entrasse all’Ariston uscirebbe orizzontale mentre Pezzali uscirebbe acclamato dal Centro Sociale di turno perchè avrebbe saputo porsi con l’umiltà e la voglia di comunicazione che lo contraddistingue. E, soprattutto, raccontando le SUE storie, belle o brutte che siano. E non quelle in un inglese maccheronico che tradotte suonerebbero più o meno come ‘Baby, riempimi di te, il tuo respiro è la mia vita‘. Ma questa è la mia deriva fanatica di cui potrei parlarvi in seguito.

Saluti

Rivoli (TO), 20 settembre 2009

Cosa sono le tablatures?

il_postino_suona_sempre_due_voltePer i profani della chitarra potrebbe sembrare il nome di un piatto tipico della cucina asiatica o di una pratica sessuale simile alla scena de Il postino suona sempre due volte. Niente di tutto questo. Sono dei noiosissimi file di testo in cui si tenta di descrivere il modo in cui la chitarra viene percossa o arpeggiata all’interno di una canzone. E a volte sono utili per chi incomincia a suonare (non due volte). Ci si mette molto tempo a scriverli. E spesso si trovano in siti a pagamento. Che volete di più?

Sotto troverete le famigerate tabs.