Totò Zingaro ha una cosa in comune con Syria: deve il proprio nome ad un nonno (la nonna di Cecilia Cipressi si chiamava proprio Syria, N.d.R.).
Nel caso specifico, il nonno materno di Gigio, il cantante, era Antonio Zingaro.
Cristiano Lo Mele ha conosciuto Gigio nel lontano 1992: era all’Acqualuce (storico studio della provincia di Torino) con i bribe. (vecchio gruppo di Cristiano) a registrare con Tino Paratore (batterista dei C.o.V., di cui Gigio era di nuovo il cantante). Ciò che ricorda di quell’incontro è:
- la prima volta che ha fumato una bonga (ah, beata gioventù!)
- come tirare una gomitata (fu il fulcro di tutta la conversazione con Gigio)
Poi lo ritrovò nuovamente come cantante degli Arturo ed infine, nel 2005, nel suo studio a registrare La grande discesa, il primo disco di Totò Zingaro, appunto.
Finite le registrazioni e pubblicato il disco con I Dischi dell’Amico Immaginario, cominciò a suonare con loro che sono:
Luigi “Gigio” Bonizio, chitarra e voce
Stefano “Il Maestro” Danusso, basso
Walter Piatesi – batteria
Cristiano Lo Mele (appunto) – chitarra e mandolino
Dopo qualche concerto a portare in giro La grande discesa e svuotare bottiglie di Vecchia Romagna (il che non li ha sempre messi in buona luce nei confronti del mondo) hanno incontrato Luca Ragagnin, scrittore e nostro concittadino.
Da questo coupe de foudre ne è nato un progetto piuttosto ampio che si snocciolerà in una trilogia di personaggi piuttosto particolari. Di questa trilogia un disco è finito, uno è in via di preparazione ed un altro è ancora lontano a venire.
Il disco finito e che vedrà la luce a breve (solo vinile, 666 copie) è Il fazzoletto di Robert Johnson e, come suggerisce il titolo, intende tributare il re del delta blues. E’ un disco blues, delta blues, totalmente acustico, no Roberto Ciotti o Eric Clapton (che loro sono bluesmen veri). Secondo loro è il disco italiano più bello dopo Creuza de Mâ’…anche solo perché è sempre bello sentirsi genii ed incompresi.
Il disco che invece è in via di preparazione è Salgariprivato, un omaggio ad un concittadino adottivo: Emilio Salgari, anch’egli protagonista di una vita non propriamente felice.
Siccome raccontare la musica è come immaginare l’amore, se volete potete ascoltare e/o vedere dei video live del loro repertorio.

Nell’autunno del 2007 



