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	<title>Perturbazione</title>
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		<title>Attenzione! data di Teramo annullata</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 14:07:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per motivi che non dipendono dalla nostra volontà, la data di Teramo prevista per il 10 settembre 2010 è annullata. abbiamo avuto solo oggi la conferma di questa notizia. Diffondetela a chi pensavate che sarebbe venuto. Ci spiace.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.perturbazione.com/wp-content/uploads/2010/09/Attenzione.gif"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1817" title="Attenzione" src="http://www.perturbazione.com/wp-content/uploads/2010/09/Attenzione-150x150.gif" alt="Attenzione" width="150" height="150" /></a>Per motivi che non dipendono dalla nostra volontà, la data di <strong>Teramo </strong>prevista per il <strong>10 settembre 2010</strong> è <strong>annullata</strong>. abbiamo avuto solo oggi la conferma di questa notizia. Diffondetela a chi pensavate che sarebbe venuto. Ci spiace.</p>
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		<title>Parla direttamente l&#8217;autore</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Aug 2010 15:14:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Anno 2005. 2 agosto. Noci(BA), piazza Garibaldi. Concerto numero 269 dei Perturbazione. Il pubblico: una quindicina di fan (in prima e unica fila, sotto al palco) e l&#8217;intera popolazione di ultrasettantenni del paese (comodamente seduti alle panchine intorno). Durante i bis chiedo, prego, supplico di sentire &#8220;Arrivederci addio&#8221;, tanto che Tommi promette solennemente di suonarla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.perturbazione.com/wp-content/uploads/2010/08/copertina.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1813" title="copertina" src="http://www.perturbazione.com/wp-content/uploads/2010/08/copertina-214x300.jpg" alt="copertina" width="214" height="300" /></a></p>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Anno 2005. 2 agosto. Noci(BA), piazza Garibaldi. Concerto numero 269 dei Perturbazione. Il pubblico: una quindicina di fan (in prima e unica fila, sotto al palco) e l&#8217;intera popolazione di ultrasettantenni del paese (comodamente seduti alle panchine intorno). Durante i bis chiedo, prego, supplico di sentire &#8220;Arrivederci addio&#8221;, tanto che Tommi promette solennemente di suonarla ad Alberobello, il giorno dopo.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Il 3 agosto 2005 sarà per me la data del primo ascolto, dal vivo, della canzone che rappresenta forse la principale fonte d&#8217;ispirazione musicale per il mio primo romanzo, &#8220;Viajera&#8221;.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">&#8220;Viajera&#8221; è un &#8220;diario istantaneo&#8221; che parla, usando i miei ascolti di quel periodo, della fuga dall&#8217;obbligo di un contesto imposto, dell&#8217;incertezza come condizione esistenziale, dell&#8217;allontanamento vissuto come necessità da cogliere. A qualsiasi costo.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Non ci sono solo i Perturbazione: c&#8217;è tutta la musica indipendente, italiana e non, di cui mi circondavo all&#8217;epoca.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Ne parlerò ad Ostia, nell&#8217;ambito di &#8220;Approdo alla lettura&#8221;, venerdì 27 agosto alle 21.30 in piazza Ravennati. (per maggiori informazioni: http://www.approdoallalettura.it/)&#8221;</div>
<p style="text-align: justify;">Anno 2005. 2 agosto. Noci(BA), piazza Garibaldi. Concerto numero 269 dei Perturbazione. Il pubblico: una quindicina di fan (in prima e unica fila, sotto al palco) e l&#8217;intera popolazione di ultrasettantenni del paese (comodamente seduti alle panchine intorno). Durante i bis chiedo, prego, supplico di sentire &#8220;Arrivederci addio&#8221;, tanto che Tommi promette solennemente di suonarla ad Alberobello, il giorno dopo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 3 agosto 2005 sarà per me la data del primo ascolto, dal vivo, della canzone che rappresenta forse la principale fonte d&#8217;ispirazione musicale per il mio primo romanzo, &#8220;Viajera&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Viajera&#8221; è un &#8220;diario istantaneo&#8221; che parla, usando i miei ascolti di quel periodo, della fuga dall&#8217;obbligo di un contesto imposto, dell&#8217;incertezza come condizione esistenziale, dell&#8217;allontanamento vissuto come necessità da cogliere. A qualsiasi costo.</p>
<p style="text-align: justify;">Non ci sono solo i Perturbazione: c&#8217;è tutta la musica indipendente, italiana e non, di cui mi circondavo all&#8217;epoca.</p>
<p style="text-align: justify;">Ne parlerò ad Ostia, nell&#8217;ambito di &#8220;Approdo alla lettura&#8221;, venerdì 27 agosto alle 21.30 in piazza Ravennati. (per maggiori informazioni: <a href="http://www.approdoallalettura.it">http://www.approdoallalettura.it</a>/)&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vittorio Rainone</strong></p>
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		<title>Una resa dei conti</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Aug 2010 15:20:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tommaso Cerasuolo]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo è uno di quei post scomodi, ma necessari. Lo leggerete in tre, se va bene, ma serve a me. La faccio breve: volevo scusarmi con tutti i gruppi/musicisti/scrittori che in questi anni di tour mi hanno regalato una copia del loro disco/demo/libro/dvd.
Perchè ho risposto dopo mesi e mesi, quando l&#8217;ho fatto. Perchè spesso mi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Questo è uno di quei post scomodi, ma necessari. Lo leggerete in tre, se va bene, ma serve a me. La faccio breve: volevo scusarmi con tutti i gruppi/musicisti/scrittori che in questi anni di tour mi hanno regalato una copia del loro disco/demo/libro/dvd.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Perchè ho risposto dopo mesi e mesi, quando l&#8217;ho fatto. Perchè spesso mi chiedete un&#8217;opinione schietta e io non sono bravo a dire le cose in faccia, figuratevi a scriverle. Alcuni di voi sono in gamba, ed è capitato di affezionarsi a un gruppo dopo aver ascoltato un cd ricevuto in omaggio (un esempio, i romagnoli Amycanbe, per i quali ho avuto il piacere di disegnare una maglietta). Ma la verità è che volevo confessarvi questo: non funziona. Io la maggior parte dei dischi ricevuti li tengo lì in una piletta a parte, mentendo a me stesso così: &#8220;non voglio ascoltare questa musica distrattamente, qualcuno ha perso il suo tempo ed energie per suonarla e me ne ha fatto omaggio e vuole da me una parola, un commento, e io devo dedicare un ascolto attento&#8221;.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Sono palle, purtroppo&#8230;</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">E&#8217; una menzogna perchè  non dovrebbe esserci questo scambio, questo senso del dovere, è una cagata che ho in testa da troppi anni; finisce sempre che faccio passare mesi o anni e alla fine uso il tempo e la distanza per mandare una mail il cui vero oggetto sono le scuse che uso come filtro per non parlare apertamente della musica che mi è stata donata.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Tutto ciò addà finì &#8216;uaglio!</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Mi dimetto, vi chiedo umilmente scusa, ma da ora in poi sappiate che i cd li riceverò molto volentieri, ma per quello che sono, dei doni, senza promesse, senza scambi. Se son dischi buoni faranno strada comunque con le proprie gambe e non occorre certo la mia opinione per dirlo, se mi piaceranno e faranno vibrare le corde giuste tranquilli che rimarremo in contatto (così ho conosciuto musicisti per cui ho grande rispetto, At the bus stop, Marcilo Agro, Muriel&#8230;). Così è la musica, così le affinità elettive, così deve vibrare il cuore, non c&#8217;è responsabilità-ah-ah, solo il tuffo che ci dà-ah-ah. Con affetto, vostro Cerasuolo.</div>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.perturbazione.com/wp-content/uploads/2010/08/sorry.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1808" title="sorry" src="http://www.perturbazione.com/wp-content/uploads/2010/08/sorry-300x286.jpg" alt="sorry" width="300" height="286" /></a>Questo è uno di quei post scomodi, ma necessari. Lo leggerete in tre, se va bene, ma serve a me. La faccio breve: volevo scusarmi con tutti i gruppi/musicisti/scrittori che in questi anni di tour mi hanno regalato una copia del loro disco/demo/libro/dvd.</p>
<p style="text-align: justify;">Perchè ho risposto dopo mesi e mesi, quando l&#8217;ho fatto. Perchè spesso mi chiedete un&#8217;opinione schietta e io non sono bravo a dire le cose in faccia, figuratevi a scriverle. Alcuni di voi sono in gamba, ed è capitato di affezionarsi a un gruppo dopo aver ascoltato un cd ricevuto in omaggio (un esempio, i romagnoli <strong>Amycanbe</strong>, per i quali ho avuto il piacere di disegnare una maglietta). Ma la verità è che volevo confessarvi questo: <strong>non funziona</strong>. Io la maggior parte dei dischi ricevuti li tengo lì in una piletta a parte, mentendo a me stesso così: &#8220;non voglio ascoltare questa musica distrattamente, qualcuno ha perso il suo tempo ed energie per suonarla e me ne ha fatto omaggio e vuole da me una parola, un commento, e io devo dedicare un ascolto attento&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono palle, purtroppo&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; una menzogna perchè  non dovrebbe esserci questo scambio, questo senso del dovere, è una cagata che ho in testa da troppi anni; finisce sempre che faccio passare mesi o anni e alla fine uso il tempo e la distanza per mandare una mail il cui vero oggetto sono le scuse che uso come filtro per non parlare apertamente della musica che mi è stata donata.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto ciò addà finì &#8216;uaglio!</p>
<p style="text-align: justify;">Mi dimetto, vi chiedo umilmente scusa, ma da ora in poi sappiate che i cd li riceverò molto volentieri, ma per quello che sono, dei doni, <strong>senza promesse, senza scambi</strong>. Se son dischi buoni faranno strada comunque con le proprie gambe e non occorre certo la mia opinione per dirlo, se mi piaceranno e faranno vibrare le corde giuste tranquilli che rimarremo in contatto (così ho conosciuto musicisti per cui ho grande rispetto, At the bus stop, Marcilo Agro, Muriel&#8230;). Così è la musica, così le affinità elettive, così deve vibrare il cuore, non c&#8217;è responsabilità-ah-ah, solo il tuffo che ci dà-ah-ah. Con affetto, vostro Cerasuolo.</p>
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		<title>Llévame lejos de aquí, estoy harto</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 15:04:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Español]]></category>

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		<description><![CDATA[
Un artículo que presenta la traducción italiana de la canción de Belle &#38; Sebastian
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			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="440" height="345" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://mixtape.me/embed.swf?playlist=16870" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="440" height="345" src="http://mixtape.me/embed.swf?playlist=16870" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p><a href="http://withoutnoisethereisnothing.blogspot.com/2010/06/perturbazione.html">Un artículo que presenta la traducción italiana de la canción de Belle &amp; Sebastian</a></p>
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		<title>La fatica e lo spreco, infine.</title>
		<link>http://www.perturbazione.com/?p=1791</link>
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		<pubDate>Sun, 22 Aug 2010 23:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rossano Lo Mele]]></category>

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		<description><![CDATA[Dunque, ci siamo. Del nostro tempo rubato è uscito da relativamente poco. Sono passati mesi e mesi dal primo annuncio di lavorazione. Poi alcuni concerti per spiegare, poi il lavoro in studio, poi le registrazioni, infine mastering, grafica e impacchettamento. Tutti operosi al lavoro. Ma tutto, per noi, anche finito da un pezzo, è da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Dunque, ci siamo. Del nostro tempo rubato è uscito da relativamente poco. Sono passati mesi e mesi dal primo annuncio di lavorazione. Poi alcuni concerti per spiegare, poi il lavoro in studio, poi le registrazioni, infine mastering, grafica e impacchettamento. Tutti operosi al lavoro. Ma tutto, per noi, anche finito da un pezzo, è da mesi che l’album è lì, tra stampatori e sospiri. Ce ne siamo quasi dimenticati, il che non è vero, ma ci si è messo in mezzo quel distacco che non ti fa vedere quanti tranci di esistenza c’hai infilato dentro. E il valore del tutto.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Pochi giorni dall’uscita, e so bene che l’uscita di un disco oggi significa poco meno di pressoché qualunque momento dell’attualità. Ma per noi è quello che è, un momento pazzo e pazzesco assieme. Le nostre vite, la spremuta di note e sentimenti che ne è venuta fuori. Avrei voluto dire un mucchio di cose in queste settimane: tipo che ci sono un sacco di aspetti in comune tra questo disco e quello dei Crookers!? Non lo direste mai, ma è vero. Intanto sono entrambi fighissimi, eh eh. Durano entrambi oltre 70 minuti, includono ospiti, c’è la rima festa/testa in una canzone, sono entrambi schifosamente ambiziosi. Poi ci sono anche un sacco di differenze, per carità.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Ma cosa c’è davvero dentro questo disco? Credo una forma di gioia e dolore particolare, quella roba che fermi per pochi istanti in ogni giorno della vita, tendenzialmente all’alba, o prima di dormire, o dopo un bicchiere, o nel sorriso inatteso di chi ti è caro. Una cosa preziosissima, la prima che scompare nella foga del qui e ora. L’unica cosa da salvare dell’arte in sé. Sono passati mesi da quando abbiamo finito il disco, ma questo ce lo dobbiamo sempre ricordare. E ora come ora mi sento di dire che si tratta del cuore di questo disco.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Anni fa stavamo per cominciare un concerto in provincia di Lecce, in un locale strapieno. Facendomi largo sono riuscito a conquistare la toilette. Là incontro il classico ben intenzionato che però ti trattiene mezz’ora prima di cominciare a suonare. Mi fa: perché cantate che agosto è il mese più freddo dell’anno? Non è vero, fa caldo! Eh, gli dico io, è una metafora. Sai, il freddo interiore (brrrr). E lui: sì, ma fa caldo! Annuisco due volte e vado a suonare. Sono passati molti anni e anche un principio di dissoluzione del gruppo. Ieri sera mentre leggevo l’ultimo saggio romanzato di Michael Chabon mio figlio maggiore, anni sei e un pezzo, mi fa: papà, ma perché fate “le canzoni a bugia”? E io gli dico: in che senso, scusa? E lui: agosto non è il mese più freddo dell’anno, è il più caldo. Ahhhh, gli rispondo, è per quello, ho capito… Silenzio.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">È da ieri che ci penso: forse le “canzoni a bugia” non è un modo elegantissimo per dirlo, ma funziona. La musica è vera, in genere, ma quando abita troppo tra le pieghe della normalità e delle stupidaggini quotidiane da dire e pensare perde tutto, non ha colpe, ma diventa “a bugia”. Mi sono ricavato un momento per scrivere queste righe, da solo. Trattengo il respiro nell’attesa, come molti altri milioni di anime a fine corsa: siamo qui, distanti, vicini, noi e le nostre vite complicate (spesso da noi stessi). E la nostra musica, vera, infine. James Yuill è un mostro di bravura. Ha canzoni garbate, fantastiche. L’ho visto suonare da solo, in un pub di Milano con un laptop e una chitarra, un casino infermale attorno di medie e bionde. Stasera prendo in mano, e tra le orecchie, il suo disco nuovo, Movement in a Storm. Anche a lui sembrerà distante. E dentro ci trovo la verità, quella “mia” verità, almeno, che troppo spesso dimentico. Dimentichiamo. Sentite come tappezzeria le sue canzoni scivolano, ma se gli si dà fiato è tutta un’altra storia. La musica è lì, bisogna solo sintonizzarcisi e capire cosa ci sta raccontando. Dargli fiducia. Fermarsi per. Antony &amp; The Johnsons, Bach, i Death Cab For Cutie, John Martyn, gli Stars, Vivaldi, Miles Davis, Jonsi, la lista sarebbe infinita, metteteci chi volete voi. Sono tutti lì per ricordarci questo. Il nostro grande patrimonio silenzioso, in grado di farci riabbracciare la nostra fibra più nascosta.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Ecco, personalmente, se potessi, vorrei che là tutti lì fuori ascoltaste così Del nostro tempo rubato. Mi piacerebbe vedervi ansiosi di acquistarlo e scartarlo. Vi assicuriamo che lo sforzo economico (ma il prezzo alla vendita è basso, come sempre, tranquilli) vale la pena del portafogli (più sgonfio). La grafica e il packaging sono qualcosa di originale, almeno: figli di un’intuizione di Tomi (mesi fa aveva già la grafica e noi neanche tra canzoni…) e dalla nostra fiducia (infatti poi Tomi ha pure scelto il titolo, si è rifatto di quanto subito per Pianissimo fortissimo). Vorrei che vi prendeste il tempo, tanto tempo, che lo “rubaste” alla normalità e alla medietà dei giorni, delle opinioni, degli ascolti. Ce ne vuole molto, per questo disco. È lunghissimo, ma questo ormai lo sapete. Dentro ci abbiamo messo di tutto, ma ho la presunzione di pensare che – lungi dall’essere un disco “arlecchinesco”, ci siamo noi dietro ogni singola traccia, il nostro “modo” e mondo. Vorrei che gli dedicaste la stessa passione che noi, a 17/18 anni destinavamo a Warehouse… degli Husker Du. O English Settlement degli XTC, o il White Album, o Daydream Nation dei Sonic Youth o, ancora, Double Nickels on the Dime dei minutemen. Opere mondo. Opere che racchiudono e provano a raccontare un mondo. A modo nostro anche noi ci proviamo, qui.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">È un disco impegnativo. E che ha bisogno di voi, per essere completato, proprio nel senso letterale del termine, non è un modo di dire: in negozio non trovate solo un dischetto, capirete vedendolo, ma dietro c’è tutta una storia. E c’è anche la nostra, di storia, lì dentro. Questa volta ancora di più. Tanti anni assieme, l’abitudine, la meraviglia, il privilegio della musica suonata per comunicare con gli altri – una cosa che paralizza al solo pensarci &#8211; lo scazzo, il riscoprirsi, la gioia di suonare in sala, le pause sigaretta, il sentirsi migliori ed esclusi, peggiori e condannati, fuori tempo, fuori di sé, ma anche dentro a quel mondo che circola attorno a noi, come Cesare Cremonini in autoradio, sapendo che ormai siamo troppo adulti per starne fuori. Il massimo che la musica può fare è riconciliarci con quella parte sommessa e sommersa di noi che ognuno nasconde durante il giorno. Quante persone ci conoscono davvero? A quante affideremmo i nostri segreti? Forse a nessuna, se non al deliquio proprio della musica che passa, ora, e sola ci capisce, come certe pagine di libro scritte come fossero per noi. Loro ci conoscono. E ci svelano.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Aldilà di tute le stupidaggini (e sono tante) che ogni giorno (noi per primi) siamo costretti a dire e fare (strategia, promozione, marketing, virale, intervista, scaltrezza, scemenza, preventivi, stampa, colori, singoli, social network, newsletter, abiti, fotografie et cetera et cetera et cetera) vi dico e mi dico: cercate di prendere qualche ora di tempo, se potete. Fate uno scatto dal negozio o rivenditore che più vi ispira. Provate a dedicarla al vostro tempo rubato. E al nostro tempo rubato. A differenza di una volta, ho il massimo rispetto per tutti i nostri colleghi. Nonostante questo paese fondamentalmente deludente in cui viviamo o siamo costretti a vivere, tutti fanno del loro meglio per onorare al massimo la lingua e la musica. L’Italia di oggi, Schifani, Bocchino, i funzionari di stato, i presunti imprenditori e tutta sta gente qui in fondo si merita Antonio Pascale, Virginiana, Tre Allegri Ragazzi Morti, Giuseppe Genna, Davide Longo, Le Luci… e così via? Secondo me no. Gente che fa arte che un domani resterà, figlia di un tempo (e di un paese) che non li ha amati davvero.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Vi faccio un esempio. La fatica e lo spreco, uno dei temi di questo nostro nuovo disco. Leggete qui sotto.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Perturbazione, &#8220;Del nostro tempo rubato&#8221;</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Sono ben 24 le canzoni che compongono il nuovo lavoro dei Perturbazione. Troppe, alla fine. Perché il disco scorre via anche piacevole, ma non ha grandi sussulti. E mi spiace, perché la partenza di &#8220;Istruzioni per l&#8217;uso&#8221; è davvero notevole, ma poi quell&#8217;equilibrio e quelle melodie che si aprono (sullo stile de &#8220;Il mio scrigno&#8221;) non trovano più posto. Un po&#8217; involuto.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Autore di questa cosa è Mario Luzzatto Fegiz. Ne ha scritto tempo fa sul forum del “Corriere”. Tralasciando la mia personale disistima per il giornalista in questione (le fonti sono la base del giornalismo, qui c’è un titolo sbagliato, eppure documentarsi non costa molta “fatica”; del resto l’uomo in radio, quando ci ospitò anni fa, disse che il nuovo disco si chiamava Fortissimo fortissimo…). Chiarisco meglio: nessuno pensi che mi abbia infastidito la stroncatura. Figurarsi. Chi non le accetta non produca nulla, se si sente superiore ai giudizi altrui. Fegiz ci ha sempre sostenuto (ha scritto, per dire, buone cose di recente su Le città viste dal basso) su carta stampata e radio. Non è quello il punto. Un altro, piuttosto: questa “cosa” di cui sopra consta di ben 62 parole. E 369 caratteri. Ripeto: 62 parole. E 369 caratteri. Bastevoli per liquidare, condannare, archiviare, analizzare un disco. Si ha una minima idea della quantità di lavoro che c’è dietro? Di tutta la fatica e la simultaneità di vite all’opera? Quanto tempo e analisi reale ha portato via questo post “dietetico”? Questo, è il problema. Fare arte per questo mondo qui. E a voler essere maligni aggiungo: sarà un caso che l’unica canzone buona del lotto è la prima del nostro disco? Fegiz, sei sicuro di aver ascoltato con attenzione tutto il resto? Sicuro sicuro, per emettere un giudizio così sbrigativo? O hai skippato come fanno (quasi) tutti i colleghi? L’attenzione si è fermata dopo il primo colpo? Sistemato anche questo, via, avanti il prossimo, ci rivediamo fra tre anni per altre 60 parole. E 360 caratteri.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">In tutto questo, ripeto, a maggior ragione: provate a dedicarci un po’ del vostro tempo. Ve lo chiedo come atto di fiducia. Come apertura di credito. Nel chiederlo mi sembra di essere Jose Mourinho prima delle finali di Champions, Coppa Italia e campionato. Però un po’ è così: anzi tutto abbiamo bisogno di contarci. E di chiedere alla nostra gente – perdonate l’espressione forte e vendittiana &#8211; di supportarci. Oggi comprare un disco, pagare un biglietto per un concerto, è un atto politico. Abbiamo bisogno della vostra forza, sperando che sia ripagata dalle nostre canzoni, in cui ritrovarvi da soli quando il pianeta si inclina è sembra ostile o assieme agli altri, magari sotto un nostro palco, a cantare a squarciagola.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Ci abbiamo messo un mucchio, uhm, di tempo. Di musica. Canzoni. Parole. Soldi. Energie. Rubatelo, il tempo, a quanto avete di superfluo o prezioso: Del nostro tempo rubato non è un disco come gli altri, garantito. Nostri o di altri. Passati o recenti. Ho il massimo rispetto, come detto, per gli altri. Ma è un disco, un’opera mondo, che solo noi potevamo pensare così, oggi. In Italia. Con tutte le sue imperfezioni e i suoi meriti (molti, speriamo). So di deludere Fegiz, scrivendo questo, ed evito le facili ironie. Ma veramente credo nella straordinarietà di questo disco. Lo difenderemo sempre: ma mica solo per quello che ci è costato. Mica solo per il packaging, la durata e cose così. No, proprio per quello che racconta, con le parole e la musica. Ognuno, credo, potrà ritrovarci una fetta di sé.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Qui ci salutiamo, per poi incontrarci sulla strada. Ora tocca a voi. Noi rientriamo in sala prove per i prossimi concerti, dove speriamo di vederci numerosi.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Lasciate perdere tutto quello (nel bene, nel male, come visto) che ne diranno. Pensate al “vostro” tempo rubato. Dentro c’è un botto di roba, un rischio totale, assicurato, ci siamo noi al 100%, al nostro meglio, senza rete. Se si casca, ci si spezza le ossa. E si muore. Ma era un rischio da correre. C’è questo paese, alle otto del mattino e nel riassunto del crepuscolo. Ci sono le nostre vite, forse le vostre, con le paure alle tre di notte, mentre guardi i figli o chi altro ami con le sillabe e la lingua lasciata a metà. Mentre stropicci gli occhi o le lenzuola, mentre mastichi odio e covi l’amore, mentre inscatoli pezzi di persone e camere andate, mentre pensi agli amici e ai lavori che ti mancano o ti opprimono, mentre incroci gli sguardi sul bus, al supermercato o al casello. Molto di quello che (ci) accadrà in futuro dipende da questo tempo rubato.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">No, davvero, questa storia è diversa. Cercatela e custoditela con amore e fiducia. Abbiatene cura. Una storia piena di. E questa non è un’affermazione a bugia.</div>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1792" title="dnter" src="http://www.perturbazione.com/wp-content/uploads/2010/08/dnter-300x225.jpg" alt="dnter" width="300" height="225" />Dunque, ci siamo. <em>Del nostro tempo rubato</em> è uscito da relativamente poco. Sono passati mesi e mesi dal primo annuncio di lavorazione. Poi alcuni concerti per spiegare, poi il lavoro in studio, poi le registrazioni, infine mastering, grafica e impacchettamento. Tutti operosi al lavoro. Ma tutto, per noi, anche finito da un pezzo, è da mesi che l’album è lì, tra stampatori e sospiri. Ce ne siamo quasi dimenticati, il che non è vero, ma ci si è messo in mezzo quel distacco che non ti fa vedere quanti tranci di esistenza c’hai infilato dentro. E il valore del tutto.</p>
<p style="text-align: justify;">Poco più di due mesi dall’uscita, e so bene che l’uscita di un disco oggi significa poco meno di pressoché qualunque momento dell’attualità. Ma per noi è quello che è, un momento pazzo e pazzesco assieme. Le nostre vite, la spremuta di note e sentimenti che ne è venuta fuori. Avrei voluto dire un mucchio di cose nelle settimane antecedenti l&#8217;uscita: tipo che ci sono un sacco di aspetti in comune tra questo disco e quello dei Crookers!? Non lo direste mai, ma è vero. Intanto sono entrambi fighissimi, eh eh. Durano entrambi oltre 70 minuti, includono ospiti, c’è la rima festa/testa in una canzone, sono entrambi schifosamente ambiziosi. Poi ci sono anche un sacco di differenze, per carità.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma cosa c’è davvero dentro questo disco?</strong> Credo una forma di gioia e dolore particolare, quella roba che fermi per pochi istanti in ogni giorno della vita, tendenzialmente all’alba, o prima di dormire, o dopo un bicchiere, o nel sorriso inatteso di chi ti è caro. Una cosa preziosissima, la prima che scompare nella foga del qui e ora. L’unica cosa da salvare dell’arte in sé. Sono passati mesi da quando l&#8217;abbiamo finito, ma questo ce lo dobbiamo sempre ricordare. E ora come ora mi sento di dire che si tratta del cuore di questo disco.</p>
<p style="text-align: justify;">Anni fa stavamo per cominciare un concerto in provincia di Lecce, in un locale strapieno. Facendomi largo sono riuscito a conquistare la toilette. Là incontro il classico ben intenzionato che però ti trattiene mezz’ora prima di cominciare a suonare. Mi fa: perché cantate che agosto è il mese più freddo dell’anno? Non è vero, fa caldo! Eh, gli dico io, <strong>è una metafora</strong>. Sai, il freddo interiore (brrrr). E lui: sì, ma fa caldo! Annuisco due volte e vado a suonare. Sono passati molti anni e anche un principio di dissoluzione del gruppo. Ieri sera mentre leggevo l’ultimo saggio romanzato di<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Michael_Chabon"> Michael Chabon </a>mio figlio maggiore, anni sei e un pezzo, mi fa: papà, ma perché fate <strong>“le canzoni a bugia”</strong>? E io gli dico: in che senso, scusa? E lui: agosto non è il mese più freddo dell’anno, è il più caldo. Ahhhh, gli rispondo, è per quello, ho capito… Silenzio.</p>
<p style="text-align: justify;">È da ieri che ci penso: forse le “canzoni a bugia” non è un modo elegantissimo per dirlo, ma funziona. La musica è vera, in genere, ma quando abita troppo tra le pieghe della normalità e delle stupidaggini quotidiane da dire e pensare perde tutto, non ha colpe, ma diventa “a bugia”. Mi sono ricavato un momento per scrivere queste righe, da solo. Trattengo il respiro nell’attesa, come molti altri milioni di anime a fine corsa: siamo qui, distanti, vicini, noi e le nostre vite complicate (spesso da noi stessi). E la nostra musica, vera, infine. <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/James_Yuill">James Yuill</a> è un mostro di bravura. Ha canzoni garbate, fantastiche. L’ho visto suonare da solo, in un pub di Milano con un laptop e una chitarra, un casino infermale attorno di medie e bionde. Ho preso in mano, e tra le orecchie, il suo disco nuovo, <em>Movement in a Storm</em>. Anche a lui sarà sembrato distante. E dentro ci trovo la verità, quella “mia” verità, almeno, che troppo spesso dimentico. Dimentichiamo. Sentite come tappezzeria le sue canzoni scivolano, ma se gli si dà fiato è tutta un’altra storia. La musica è lì, bisogna solo sintonizzarcisi e capire cosa ci sta raccontando. Dargli fiducia. Fermarsi per. Antony &amp; The Johnsons, Bach, i Death Cab For Cutie, John Martyn, gli Stars, Vivaldi, Miles Davis, Jonsi, la lista sarebbe infinita, metteteci chi volete voi. Sono tutti lì per ricordarci questo. Il nostro grande patrimonio silenzioso, in grado di farci riabbracciare la nostra fibra più nascosta.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco, personalmente, se potessi, vorrei che là tutti lì fuori ascoltaste così Del nostro tempo rubato. Mi piacerebbe vedervi ansiosi di acquistarlo e scartarlo. Vi assicuriamo che lo sforzo economico (ma il prezzo alla vendita è basso, come sempre, tranquilli) vale la pena del portafogli (più sgonfio). La grafica e il packaging sono qualcosa di originale, almeno: figli di un’intuizione di Tomi (mesi fa aveva già la grafica e noi neanche tra canzoni…) e dalla nostra fiducia (infatti poi Tomi ha pure scelto il titolo, si è rifatto di quanto subito per Pianissimo fortissimo). Vorrei che vi prendeste il tempo, tanto tempo, che lo “rubaste” alla normalità e alla medietà dei giorni, delle opinioni, degli ascolti. Ce ne vuole molto, per questo disco. È lunghissimo, ma questo ormai lo sapete. Dentro ci abbiamo messo di tutto, ma ho la presunzione di pensare che – lungi dall’essere un disco “arlecchinesco”, ci siamo noi dietro ogni singola traccia, il nostro “modo” e mondo. Vorrei che gli dedicaste la stessa passione che noi, a 17/18 anni destinavamo a Warehouse… degli Husker Du. O English Settlement degli XTC, o il White Album, o Daydream Nation dei Sonic Youth o, ancora, Double Nickels on the Dime dei minutemen. Opere mondo. Opere che racchiudono e provano a raccontare un mondo. A modo nostro anche noi ci proviamo, qui.</p>
<p style="text-align: justify;">È un disco impegnativo. E che ha bisogno di voi, per essere completato, proprio nel senso letterale del termine, non è un modo di dire: in negozio non trovate solo un dischetto, capirete vedendolo, ma dietro c’è tutta una storia. E c’è anche la nostra, di storia, lì dentro. Questa volta ancora di più. Tanti anni assieme, l’abitudine, la meraviglia, il privilegio della musica suonata per comunicare con gli altri – una cosa che paralizza al solo pensarci &#8211; lo scazzo, il riscoprirsi, la gioia di suonare in sala, le pause sigaretta, il sentirsi migliori ed esclusi, peggiori e condannati, fuori tempo, fuori di sé, ma anche dentro a quel mondo che circola attorno a noi, come Cesare Cremonini in autoradio, sapendo che ormai siamo troppo adulti per starne fuori. Il massimo che la musica può fare è riconciliarci con quella parte sommessa e sommersa di noi che ognuno nasconde durante il giorno. Quante persone ci conoscono davvero? A quante affideremmo i nostri segreti? Forse a nessuna, se non al deliquio proprio della musica che passa, ora, e sola ci capisce, come certe pagine di libro scritte come fossero per noi. Loro ci conoscono. E ci svelano.</p>
<p style="text-align: justify;">Aldilà di tute le stupidaggini (e sono tante) che ogni giorno (noi per primi) siamo costretti a dire e fare (strategia, promozione, marketing, virale, intervista, scaltrezza, scemenza, preventivi, stampa, colori, singoli, social network, newsletter, abiti, fotografie et cetera et cetera et cetera) vi dico e mi dico: cercate di prendere qualche ora di tempo, se potete. Fate uno scatto dal negozio o rivenditore che più vi ispira. Provate a dedicarla al vostro tempo rubato. E al nostro tempo rubato. A differenza di una volta, ho il massimo rispetto per tutti i nostri colleghi. Nonostante questo paese fondamentalmente deludente in cui viviamo o siamo costretti a vivere, tutti fanno del loro meglio per onorare al massimo la lingua e la musica. L’Italia di oggi, Schifani, Bocchino, i funzionari di stato, i presunti imprenditori e tutta sta gente qui in fondo si merita Antonio Pascale, Virginiana, Tre Allegri Ragazzi Morti, Giuseppe Genna, Davide Longo, Le Luci… e così via? Secondo me no. Gente che fa arte che un domani resterà, figlia di un tempo (e di un paese) che non li ha amati davvero.</p>
<p style="text-align: justify;">Vi faccio un esempio. La fatica e lo spreco, uno dei temi di questo nostro nuovo disco. Leggete qui sotto.</p>
<p style="text-align: justify;">Perturbazione, &#8220;Del nostro tempo rubato&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Sono ben 24 le canzoni che compongono il nuovo lavoro dei Perturbazione. Troppe, alla fine. Perché il disco scorre via anche piacevole, ma non ha grandi sussulti. E mi spiace, perché la partenza di &#8220;Istruzioni per l&#8217;uso&#8221; è davvero notevole, ma poi quell&#8217;equilibrio e quelle melodie che si aprono (sullo stile de &#8220;Il mio scrigno&#8221;) non trovano più posto. Un po&#8217; involuto.</p>
<p style="text-align: justify;">Autore di questa cosa è <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Luzzatto_Fegiz">Mario Luzzatto Fegiz</a>. Ne ha scritto tempo fa sul forum del “Corriere”. Tralasciando la mia personale disistima per il giornalista in questione (le fonti sono la base del giornalismo, qui c’è un titolo sbagliato, eppure documentarsi non costa molta “fatica”; del resto l’uomo in radio, quando ci ospitò anni fa, disse che il nuovo disco si chiamava Fortissimo fortissimo…). Chiarisco meglio: nessuno pensi che mi abbia infastidito la stroncatura. Figurarsi. Chi non le accetta non produca nulla, se si sente superiore ai giudizi altrui. Fegiz ci ha sempre sostenuto (ha scritto, per dire, buone cose di recente su Le città viste dal basso) su carta stampata e radio. Non è quello il punto. Un altro, piuttosto: questa “cosa” di cui sopra consta di ben 62 parole. E 369 caratteri. Ripeto: 62 parole. E 369 caratteri. Bastevoli per liquidare, condannare, archiviare, analizzare un disco. Si ha una minima idea della quantità di lavoro che c’è dietro? Di tutta la fatica e la simultaneità di vite all’opera? Quanto tempo e analisi reale ha portato via questo post “dietetico”? Questo, è il problema. Fare arte per questo mondo qui. E a voler essere maligni aggiungo: sarà un caso che l’unica canzone buona del lotto è la prima del nostro disco? Fegiz, sei sicuro di aver ascoltato con attenzione tutto il resto? Sicuro sicuro, per emettere un giudizio così sbrigativo? O hai skippato come fanno (quasi) tutti i colleghi? L’attenzione si è fermata dopo il primo colpo? Sistemato anche questo, via, avanti il prossimo, ci rivediamo fra tre anni per altre 60 parole. E 360 caratteri.</p>
<p style="text-align: justify;">In tutto questo, ripeto, a maggior ragione: provate a dedicarci un po’ del vostro tempo. Ve lo chiedo come atto di fiducia. Come apertura di credito. Nel chiederlo mi sembra di essere Jose Mourinho prima delle finali di Champions, Coppa Italia e campionato. Però un po’ è così: anzi tutto abbiamo bisogno di contarci. E di chiedere alla nostra gente – perdonate l’espressione forte e vendittiana &#8211; di supportarci. Oggi comprare un disco, pagare un biglietto per un concerto, è un atto politico. Abbiamo bisogno della vostra forza, sperando che sia ripagata dalle nostre canzoni, in cui ritrovarvi da soli quando il pianeta si inclina è sembra ostile o assieme agli altri, magari sotto un nostro palco, a cantare a squarciagola.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci abbiamo messo un mucchio, uhm, di tempo. Di musica. Canzoni. Parole. Soldi. Energie. Rubatelo, il tempo, a quanto avete di superfluo o prezioso: Del nostro tempo rubato non è un disco come gli altri, garantito. Nostri o di altri. Passati o recenti. Ho il massimo rispetto, come detto, per gli altri. Ma è un disco, un’opera mondo, che solo noi potevamo pensare così, oggi. In Italia. Con tutte le sue imperfezioni e i suoi meriti (molti, speriamo). So di deludere Fegiz, scrivendo questo, ed evito le facili ironie. Ma veramente credo nella straordinarietà di questo disco. Lo difenderemo sempre: ma mica solo per quello che ci è costato. Mica solo per il packaging, la durata e cose così. No, proprio per quello che racconta, con le parole e la musica. Ognuno, credo, potrà ritrovarci una fetta di sé.</p>
<p style="text-align: justify;">Qui ci salutiamo, per poi incontrarci sulla strada. Ora tocca a voi. Noi rientriamo in sala prove per i prossimi concerti, dove speriamo di vederci numerosi.</p>
<p style="text-align: justify;">Lasciate perdere tutto quello (nel bene, nel male, come visto) che ne diranno. Pensate al “vostro” tempo rubato. Dentro c’è un botto di roba, un rischio totale, assicurato, ci siamo noi al 100%, al nostro meglio, senza rete. Se si casca, ci si spezza le ossa. E si muore. Ma era un rischio da correre. C’è questo paese, alle otto del mattino e nel riassunto del crepuscolo. Ci sono le nostre vite, forse le vostre, con le paure alle tre di notte, mentre guardi i figli o chi altro ami con le sillabe e la lingua lasciata a metà. Mentre stropicci gli occhi o le lenzuola, mentre mastichi odio e covi l’amore, mentre inscatoli pezzi di persone e camere andate, mentre pensi agli amici e ai lavori che ti mancano o ti opprimono, mentre incroci gli sguardi sul bus, al supermercato o al casello. Molto di quello che (ci) accadrà in futuro dipende da questo tempo rubato.</p>
<p style="text-align: justify;">No, davvero, questa storia è diversa. Cercatela e custoditela con amore e fiducia. Abbiatene cura. Una storia piena di. E questa non è un’affermazione a bugia.</p>
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		<title>Un regalo di Legno</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Aug 2010 12:08:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Ai banchetti perturbati è comparso un bel regalo e ci preme una segnalazione e un ringraziamento: a Jacopo Lietti dei Fine Before You Came (una delle teste dietro alla grafica di Pianissimo Fortissimo a cura di Heartfelt), che ha messo insieme un nuovo laboratorio per la realizzazione di stampe serigrafiche a tiratura limitata, dal nome [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1778" title="jacopo_t-shirt" src="http://www.perturbazione.com/wp-content/uploads/2010/08/jacopo_t-shirt-226x300.png" alt="jacopo_t-shirt" width="226" height="300" />Ai banchetti perturbati è comparso un bel regalo e ci preme una segnalazione e un ringraziamento: a Jacopo Lietti dei <a href="http://www.finebeforeyoucame.com/">Fine Before You Came</a> (una delle teste dietro alla grafica di Pianissimo Fortissimo a cura di Heartfelt), che ha messo insieme un nuovo laboratorio per la realizzazione di stampe serigrafiche a tiratura limitata, dal nome di Legno! Ecco la t-shirt che troverete ai concerti, se  avrete fortuna (non provate nemmeno ad ordinarla via sito, sarebbe inutile, sono praticamente già agli sgoccioli!). Poche e preziose, grazie Jacopo!</p>
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		<title>Perturba playlist on the road &#8211; vol 07</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 18:06:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gigi Giancursi]]></category>

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		<description><![CDATA[
30 luglio sera. Torino- Firenze. 31 luglio notte &#8211; Firenze &#8211; Bari.
Ho passato questa mattina per riportare il furgone alla società che ce l&#8217;ha noleggiato.  Sono riusciti a ripararcelo. L&#8217;autoradio ora si sente. Però solo davanti. Chi sta dietro niente. Però si sente.
Ci aspetta una sfacchinata senza senso a livello di viaggi. Firenze e Puglia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1770" title="cds" src="http://www.perturbazione.com/wp-content/uploads/2010/07/cds-300x199.jpg" alt="cds" width="300" height="199" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>30 luglio sera. Torino- Firenze. 31 luglio notte &#8211; Firenze &#8211; Bari.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ho passato questa mattina per riportare il furgone alla società che ce l&#8217;ha noleggiato.  Sono riusciti a ripararcelo. L&#8217;autoradio ora si sente. Però solo davanti. Chi sta dietro niente. Però si sente.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci aspetta una sfacchinata senza senso a livello di viaggi. Firenze e Puglia nei giorni di bollino nero. Viaggeremo di notte. Allora ci vuole TANTA musica. ma ci vuole anche TANTO tempo per una playlist. Così mi sono portato avanti. CD interi. La mia playlist unirà l&#8217;utile e il dilettevole. Mi ascolterò i dischi che non riesco ad ascoltarmi a casa.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>01 &#8211; Fanfarlo &#8211; Reservoir (2009)</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Da una discussione con Chris mi sono reso conto di non ascoltare più musica &#8216;nuova&#8217;. Allora mi sono sparato una notte di ricerche su internet, wikipedia e youtube. Mi sono piaciuti.</p>
<p style="text-align: justify;">Loro come gli</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>02 &#8211; Stornoway &#8211; Beachcombers windowsill (2010)</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Melodie accatiivanti, giovani, a tratti ricordano i migliori Housemartins.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci vuole anche un pò di riflessione, voce suadente che stimoli la fantasia quando sei alla guida di notte. Allora</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>03 &#8211; Hope Sandoval and the Warm Invention &#8211; Through the devil softly (2009)</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Non si sa se sia più bella la sua voce o lei. Secondo me incarna l&#8217;ideale perfetto della tua compagna del liceo che ti fa impazzire giorno dopo giorno riducendoti a strisciare lungo i muri come solo Gollum saprebbe fare. Fortuna che siamo andati a scuola mentre lei ne era già uscita.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>04 &#8211; Samuele Bersani &#8211; Manifesto Abusivo (2009)</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Mi dicono che ricordo lui quando canto <em>Io sono vivo voi siete morti. </em>Per me è un onore. Mi è sempre piaciuto e l&#8217;ho sempre ritenuto simpatico. Finchè l&#8217;ho conosciuto personalmente in due serate piuttosto memorabili. E ne ho avuto la conferma.</p>
<p style="text-align: justify;">A questo punto sfrutterei anche le ore di viaggio per ascoltare e fare ascoltare a tutti gli altri  i gruppi che ci donano i loro dischi ai concerti.  Così mi porto dietro:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>05 &#8211; Neodea &#8211; teorema del delirio</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>06 &#8211; Onirica &#8211; Io vengo dalla polvere da sparo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>07 &#8211; Rossella Scarano &#8211; Guardando fuori</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>08 &#8211; Gardenya &#8211; Disegnando pareti</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>09 &#8211; The Mantra ATSMM &#8211; Defeated songs</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Dovrei costruire delle palette con i voti così facciamo il nostro X-Furgon.</p>
<p style="text-align: justify;">Unica eccezione: <strong>la replica notturna de &#8220;La zanzara&#8221; su Radio 24</strong>. Ho scoperto di esserne dipendente e ho scoperto che siamo in molti. Basta fare outing. Ci accomuna l&#8217;odio viscerale per Cruciani ma in fondo lo amiamo. Io gli ho chiesto anche l&#8217;amicizia su Facebook e lui, anima bella, ha accettato. Ho provato più volte a chiamare il numero per la diretta (quando lo ascolto in orario pre-cena) ma mi blocco sul più bello. Vorrei insultarlo ma in fondo gli voglio bene perchè lo ascolto. Grazie Cruciani, mi stai insegnando il Tao senza saperlo. Siamo noi la causa dei nostri mali e ce li cerchiamo con dedizione e puntualità. Il male non è l&#8217;altro. E&#8217; dentro di noi. E ascolta la Zanzara.</p>
<p style="text-align: justify;">
<img src="http://www.perturbazione.com/?ak_action=api_record_view&id=1769&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		<title>Perturba playlist on the road &#8211; vol 06</title>
		<link>http://www.perturbazione.com/?p=1760</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 11:27:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alex Baracco]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiano Lo Mele]]></category>
		<category><![CDATA[Elena Diana]]></category>
		<category><![CDATA[Gigi Giancursi]]></category>
		<category><![CDATA[Rossano Lo Mele]]></category>
		<category><![CDATA[Tommaso Cerasuolo]]></category>

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		<description><![CDATA[28 luglio 2010 &#8211; Torino &#8211; Milano solo andata
E&#8217; accaduto. La nostra autoradio ci ha lasciati. Non abbiamo avuto il tempo per poterla riparare. Ci faremo questo viaggio con un unico pezzo, sentito a ripetizione. Confidiamo di poterla riparare per il viaggio che ci attende: Firenze- Bari &#8211; Gallipoli. Altrimenti chiunque di noi potrebbe seriamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1761" title="segnale-divieto-clacson" src="http://www.perturbazione.com/wp-content/uploads/2010/07/segnale-divieto-clacson.gif" alt="segnale-divieto-clacson" width="90" height="90" /><strong>28 luglio 2010 &#8211; Torino &#8211; Milano solo andata</strong></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; accaduto. La nostra autoradio ci ha lasciati. Non abbiamo avuto il tempo per poterla riparare. Ci faremo questo viaggio con un unico pezzo, sentito a ripetizione. Confidiamo di poterla riparare per il viaggio che ci attende: Firenze- Bari &#8211; Gallipoli. Altrimenti chiunque di noi potrebbe seriamente dare cenni di squilibrio.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi, volgendo in arte la disgrazia, ascolteremo ripetutamente:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>01 &#8211; John Cage &#8211; &#8221;4&#8242;33</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Vi postiamo anche il video</p>
<p style="text-align: justify;">
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="295" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/hUJagb7hL0E&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="295" src="http://www.youtube.com/v/hUJagb7hL0E&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Perturba playlist on the road &#8211; vol 05</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Jul 2010 12:31:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rossano Lo Mele]]></category>

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		<description><![CDATA[Playlist corta, per riempire i pochi chilometri di tangenziale, tra Rivoli e via Cigna 211, Torino. Eccoci già arrivati.
1) We Have Band – Divisive: non vedevo Guidino tipo dal ’98. L’ho ribeccato al concerto dei Vampire Weekend, non ho capito perché, ma aveva addosso una t-shirt dei We Have Band, i cui singoli sono fra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Playlist corta, per riempire i pochi chilometri di tangenziale, tra Rivoli e via Cigna 211, Torino. Eccoci già arrivati.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">1) We Have Band – Divisive: non vedevo Guidino tipo dal ’98. L’ho ribeccato al concerto dei Vampire Weekend, non ho capito perché, ma aveva addosso una t-shirt dei We Have Band, i cui singoli sono fra le canzoni che ho più ascoltato negli ultimi mesi. Penso: giovani e paraculi fin che si vuole, ma la giusta misura tra sfacciataggine pop, talento e capacità di scrivere canzoni brillanti.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">2) The Black Box Revelation – Do I Know You?: i White Stripes belgi!? Ma con la metà degli anni dei due (Jack &amp; Meg) White.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">3) General Fiasco – Ever So Shy: due fratelli anche qui, un po’ emo e un po’ indie, nei momenti migliori profumano dei miei amati Idlewild.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">4) Grace Jones – Love You to Life: un momento un po’ frocio e un po’ reggae di Grace a questo punto scivola come un estathè, con cannuccia, grazie.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">5) The Black Keys &#8211; Tighten Up: singolo dell’estate numero due, in ordine di gradimento, per me. Migliorano disco dopo disco, i Black Keys, anche quando fischiettano.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">6) The National – Bloodbuzz Ohio: singolo dell’estate numero uno, senza storie. All’inizio High Violet mi aveva lasciato un po’ così, ma trainati da questa canzone, dal suo ritmo fracassone, dalla voce e dai rabbocchi di pianoforte, i National stanno finalmente riscuotendo ciò che meritano. Ecco un vero singolo (snob) da autoradio.</div>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1755" title="thenational" src="http://www.perturbazione.com/wp-content/uploads/2010/07/thenational-300x199.jpg" alt="thenational" width="300" height="199" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Rivoli &#8211; Torino solo andata- 25 luglio 2010</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Playlist corta, per riempire i pochi chilometri di tangenziale, tra Rivoli e via Cigna 211, Torino. Eccoci già arrivati.</p>
<p style="text-align: justify;">1)<strong> We Have Band – Divisive</strong>: non vedevo Guidino tipo dal ’98. L’ho ribeccato al concerto dei Vampire Weekend, non ho capito perché, ma aveva addosso una t-shirt dei We Have Band, i cui singoli sono fra le canzoni che ho più ascoltato negli ultimi mesi. Penso: giovani e paraculi fin che si vuole, ma la giusta misura tra sfacciataggine pop, talento e capacità di scrivere canzoni brillanti.</p>
<p style="text-align: justify;">2) <strong>The Black Box Revelation – Do I Know You?</strong>: i White Stripes belgi!? Ma con la metà degli anni dei due (Jack &amp; Meg) White.</p>
<p style="text-align: justify;">3) <strong>General Fiasco – Ever So Shy:</strong> due fratelli anche qui, un po’ emo e un po’ indie, nei momenti migliori profumano dei miei amati Idlewild.</p>
<p style="text-align: justify;">4) <strong>Grace Jones – Love You to Life</strong>: un momento un po’ frocio e un po’ reggae di Grace a questo punto scivola come un estathè, con cannuccia, grazie.</p>
<p style="text-align: justify;">5) <strong>The Black Keys &#8211; Tighten Up</strong>: singolo dell’estate numero due, in ordine di gradimento, per me. Migliorano disco dopo disco, i Black Keys, anche quando fischiettano.</p>
<p style="text-align: justify;">6) <strong>The National – Bloodbuzz Ohio</strong>: singolo dell’estate numero uno, senza storie. All’inizio High Violet mi aveva lasciato un po’ così, ma trainati da questa canzone, dal suo ritmo fracassone, dalla voce e dai rabbocchi di pianoforte, i National stanno finalmente riscuotendo ciò che meritano. Ecco un vero singolo (snob) da autoradio.</p>
<img src="http://www.perturbazione.com/?ak_action=api_record_view&id=1754&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		<title>Perturba playlist on the road &#8211; vol 04</title>
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		<comments>http://www.perturbazione.com/?p=1749#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 14:12:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rossano Lo Mele]]></category>

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		<description><![CDATA[Stavo pensando a una compilation per un viaggio di una certa distanza, da punto a punto del sud, quando il mensile inglese Uncut mi è venuto incontro. Allegato al periodico c’è infatti questo mese un cd dal titolo TransitionTransmission: 14 Tracks from the New Heroes of Art Rock. La sorte vuole che dentro ci sia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Stavo pensando a una compilation per un viaggio di una certa distanza, da punto a punto del sud, quando il mensile inglese Uncut mi è venuto incontro. Allegato al periodico c’è infatti questo mese un cd dal titolo TransitionTransmission: 14 Tracks from the New Heroes of Art Rock. La sorte vuole che dentro ci sia molta della roba recente che gira con più frequenza sul mio iPod, quindi per quanto mi riguarda si tratta di un buon viaggio nel viaggio. L’art rock è una cosa un po’ difficile da definire, diciamo una specie di rock fighetto, intellettuale, spesso snob e insopportabile, ma molto del materiale qui dentro sta effettivamente tra le cose migliori degli ultimi mesi. Via.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">1) The Juan MacLean – The Future Will Come: titolo impegnativo, minimalismo di scuola DFA, non al livello di LCD, ma insomma.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">2) Phoenix – Countdown (Sick for the Big Sun): visti dal vivo pochi giorni fa. Non la loro migliore canzone, ma un gruppo pop pazzesco. Dall’esordio a oggi.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">3) Charlotte Gansbourg – IRM: a proposito di francesi. Anche lei appena vista dal vivo. Che creatura. Qui accompagnata da Beck. La sua figura in abito da tennis nel video di Heaven Can Wait è l’icona della sensualità nel 2010.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">4) Field Music – Measure: brano che dà il titolo al doppio disco dei fratelli inglesi Field Music. Un sacco di affinità coi Perturbazione, secondo me. E un disco in assoluto fra i più forti dell’anno.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">5) Caribou – Bowls: un altro tra quelli che si contendono la palma dell’anno in corso, elettronica a sbuffi dal Canada.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">6) Panda Bear &#8211; Take Pills: uno dei suoni di questi anni, caramelle al veleno per i fan degli Animal Collective.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">7) The Knife feat. Mt. Sims And Planningtorock – Colouring Of Pigeons: ho un debole per questi svedesi reclusi, anche quando suonano come Kate Bush.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;"> <img src='http://www.perturbazione.com/wp-includes/images/smilies/icon_cool.gif' alt='8)' class='wp-smiley' /> Wild Beasts – This Is Our Lot: in prospettiva il più grande gruppo new romantic dei prossimi anni.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">9) Broadcast &amp; The Focus Group – I See, So I See So: in retrospettiva un gruppo che avrebbe potuto giocarsela con gli Stereolab.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">10)  Gayngs – Faded High: non ho ancora capito se qua dietro si nasconde davvero qualcosa oppure no, temo di no, ma magari sentendo e risentendo mi faccio un’idea.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">11)  Ariel Pink’s Haunted Graffiti – Enevelopes Another Day: non dissimile da quanto detto per Panda Bear. Ariel Pink è il nuovo Syd Barrett.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">12)  Flying Lotus – Computer Face // Pure Being: mentre Flying Lotus è forse il miglior produttore tra hip-hop ed elettronica in circolazione.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">13)  Steve Mason &#8211; All Come Down: una volta Steve era nella Beta Band, ora sta da solo, autore di ballate shoegazer che si sviluppano su ritmi blandi. Passato un po’ inosservato, ma per me sempre bravissimo.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">14)  Oneohtrix Point Never – Physical Memory: ricordi d’estate giovanili passati sul divano ad ascoltare i Tangerine Dream.</div>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1750" title="charlotte-gainsbourg" src="http://www.perturbazione.com/wp-content/uploads/2010/07/charlotte-gainsbourg-300x240.jpg" alt="charlotte-gainsbourg" width="300" height="240" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Torino &#8211; Rovigo &#8211; andata 23 luglio 2010</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Stavo pensando a una compilation per un viaggio di una certa distanza, da punto a punto del sud, quando il mensile inglese <em>Uncut </em>mi è venuto incontro. Allegato al periodico c’è infatti questo mese un cd dal titolo <strong>TransitionTransmission: 14 Tracks from the New Heroes of Art Rock</strong>. La sorte vuole che dentro ci sia molta della roba recente che gira con più frequenza sul mio iPod, quindi per quanto mi riguarda si tratta di un buon viaggio nel viaggio. L’art rock è una cosa un po’ difficile da definire, diciamo una specie di rock fighetto, intellettuale, spesso snob e insopportabile, ma molto del materiale qui dentro sta effettivamente tra le cose migliori degli ultimi mesi. Via.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">1) <strong>The Juan MacLean – The Future Will Come</strong>: titolo impegnativo, minimalismo di scuola DFA, non al livello di LCD, ma insomma.</p>
<p style="text-align: justify;">2) <strong>Phoenix – Countdown (Sick for the Big Sun)</strong>: visti dal vivo pochi giorni fa. Non la loro migliore canzone, ma un gruppo pop pazzesco. Dall’esordio a oggi.</p>
<p style="text-align: justify;">3) <strong>Charlotte Gainsbourg – IRM</strong>: a proposito di francesi. Anche lei appena vista dal vivo. Che creatura. Qui accompagnata da Beck. La sua figura in abito da tennis nel video di Heaven Can Wait è l’icona della sensualità nel 2010.</p>
<p style="text-align: justify;">4) <strong>Field Music – Measure</strong>: brano che dà il titolo al doppio disco dei fratelli inglesi Field Music. Un sacco di affinità coi Perturbazione, secondo me. E un disco in assoluto fra i più forti dell’anno.</p>
<p style="text-align: justify;">5) <strong>Caribou – Bowls</strong>: un altro tra quelli che si contendono la palma dell’anno in corso, elettronica a sbuffi dal Canada.</p>
<p style="text-align: justify;">6) <strong>Panda Bear &#8211; Take Pills</strong>: uno dei suoni di questi anni, caramelle al veleno per i fan degli Animal Collective.</p>
<p style="text-align: justify;">7) <strong>The Knife feat. Mt. Sims And Planningtorock – Colouring Of Pigeons</strong>: ho un debole per questi svedesi reclusi, anche quando suonano come Kate Bush.</p>
<p style="text-align: justify;">8 ) <strong>Wild Beasts – This Is Our Lot</strong>: in prospettiva il più grande gruppo new romantic dei prossimi anni.</p>
<p style="text-align: justify;">9) <strong>Broadcast &amp; The Focus Group – I See, So I See So</strong>: in retrospettiva un gruppo che avrebbe potuto giocarsela con gli Stereolab.</p>
<p style="text-align: justify;">10)  <strong>Gayngs – Faded High</strong>: non ho ancora capito se qua dietro si nasconde davvero qualcosa oppure no, temo di no, ma magari sentendo e risentendo mi faccio un’idea.</p>
<p style="text-align: justify;">11)  <strong>Ariel Pink’s Haunted Graffiti – Enevelopes Another Day</strong>: non dissimile da quanto detto per Panda Bear. Ariel Pink è il nuovo Syd Barrett.</p>
<p style="text-align: justify;">12)  <strong>Flying Lotus – Computer Face // Pure Being</strong>: mentre Flying Lotus è forse il miglior produttore tra hip-hop ed elettronica in circolazione.</p>
<p style="text-align: justify;">13)  <strong>Steve Mason &#8211; All Come Down</strong>: una volta Steve era nella Beta Band, ora sta da solo, autore di ballate shoegazer che si sviluppano su ritmi blandi. Passato un po’ inosservato, ma per me sempre bravissimo.</p>
<p style="text-align: justify;">14)  <strong>Oneohtrix Point Never – Physical Memory</strong>: ricordi d’estate giovanili passati sul divano ad ascoltare i Tangerine Dream.</p>
<img src="http://www.perturbazione.com/?ak_action=api_record_view&id=1749&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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