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Blog dei Perturbazione su Rolling Stone

logoParte una collaborazione con Rolling Stone. Vi terremo aggiornati tramite l’edizione online della rivista sul nostro Preliminari Tour e su quanto ci accade in questi giorni. Vi daremo notizia da questo sito ogni qualvolta uploaderemo un nuovo contenuto.

Ecco l’indirizzo del Blog Preliminari su Rolling Stone

Weeds – 2009

Nel marzo del 2006 Stefano Giaccone fece incontrare i cuneesi Airportman e Tommaso e Gigi per una sessione di registrazioni per il suo disco Come un fiore, uscito nel 2007.
Da quell’esperienza nacque una grande amicizia che ha portato Tommaso prima a partecipare ai concerti del trio cuneese (che normalmente suona musica strumentale) e poi a realizzare insieme un disco di cover, Weeds, uscito per Lizard Records nel marzo del 2009, con l’idea di raccontare se stessi tanto quanto gli autori originali delle canzoni interpretate. Il modello di riferimento sono stati dischi come Kicking Against the Pricks di Nick Cave, Together in the Darkness di M. Hederos e M. Hellberg, Fakebook degli Yo La Tengo, Takes di Adem, The Covers Record di Cat Power, Fleurs di Franco Battiato, gli ultimi di Johnny Cash prodotti da Rick Rubin.
La casa di Giovanni degli Airportman è stato il luogo (in cantina c’è l’Airportman Studio), suonare e poi dividere il cibo è stato il modo, qualche weekend e tanti lunedì sera autunnali del 2008 sono stati il tempo.

weedsNel marzo del 2006 Stefano Giaccone fece incontrare i cuneesi Airportman e Tommaso Cerasuolo e Gigi Giancursi per una sessione di registrazioni per il suo disco Come un fiore, uscito nel 2007.

Da quell’esperienza nacque una grande amicizia che ha portato Tommaso Cerasuolo prima a partecipare ai concerti del trio cuneese (che normalmente suona musica strumentale) e poi a realizzare insieme un disco di cover, Weeds, uscito per Lizard Records nel marzo del 2009, con l’idea di raccontare se stessi tanto quanto gli autori originali delle canzoni interpretate. Il modello di riferimento sono stati dischi come Kicking Against the Pricks di Nick Cave, Together in the Darkness di M. Hederos e M. Hellberg, Fakebook degli Yo La Tengo, Takes di Adem, The Covers Record di Cat Power, Fleurs di Franco Battiato, gli ultimi di Johnny Cash prodotti da Rick Rubin.

La casa di Giovanni degli Airportman è stato il luogo (in cantina c’è l’Airportman Studio), suonare e poi dividere il cibo è stato il modo, qualche weekend e tanti lunedì sera autunnali del 2008 sono stati il tempo.

Potete ascoltare un brano del disco nella nostra sezione Audio a quest’indirizzo

Il disordine delle cose

disordineIl Disordine delle Cose esordisce con l’album omonimo. Il gruppo novarese ha affidato la fase della registrazione e della produzione artistica a Cristiano Lo Mele e Gigi Giancursi.

Maggiori informazioni sul gruppo e sul disco al sito ildisordinedellecose.it

Tra gli ospiti presenti sul disco: Naif, Carmelo Pipitone (Marta sui Tubi), Paolo Benvegnù, Syria, Marco Notari, Marcello Testa (La Crus), Enrico Allavena (Blue Beaters), Giotto Napolitano (Fratelli di Soledad), i Perturbazione nelle persone di Tommaso Cerasuolo, Elena Diana, Cristiano Lo Mele e Gigi Giancursi

Porpora – 2009

Tommaso Cerasuolo ha realizzato e diretto il video in animazione di Porpora, il singolo estratto da Babele, il disco di Marco Notari. Il brano anticipa Babele:noir, ambizioso progetto che unisce musica, racconti, illustrazioni e video. Il videoclip è realizzato in stop-motion, lavorando con colori acrilici direttamente sotto alla videocamera a 25 fotogrammi al secondo, in HD 1280×720, ed è prodotto dalla sempre valida Zenit Arti Audiovisive di Torino. Ecco le parole di Tommaso durante la fase di realizzazione di questo video.
Buona visione.

Il buio oltre la luce

magritteDa un’idea di Rossano Lo Mele nasce e viene moderato quest’incontro a Cuneo per Scrittorincittà 2009 (15 novembre 2009, Sala Rossa, ore 18.00).

La scrittura nasce dal buio. anche quella per la musica. Ne sono un esempio autori come Vasco Brondi (Cosa racconteremo di questi cazzo di anni zero, Baldini Castoldi Dalai, in uscita), Emidio Clementi (Matilde e i suoi tre padri, Rizzoli 2009) e Francesco Tricarico (Semplicemente ho dimenticato un elefante nel taschino, Bompiani, in uscita). Assai diversi tra di loro, ma tutti in un certo modo (personale) introversi e legati alla pagina scritta. Una scrittura per canzoni che nasce dal buio e dalla solitudine, la loro. Ma che subito dopo si deve confrontare con la luce del pubblico, più che mai rispetto a uno scrittore tradizionale, giacché un musicista registra canzoni, ma poi si trova anche a eseguirle al cospetto di esseri umani in carne e ossa. Da dove nasce quindi la scintilla della creazione, da quale forma di buio? E poi che succede quando si espone al sole dell’opinione pubblica (la critica, gli ascoltatori). Cosa si perde e si guadagna in questo percorso? Quanto viene contaminata o arricchita l’intuizione iniziale, prima di rituffarsi nel buio (magari luccicante) delle prossima  fase di composizione?

Prima che farà mattino – 2008

ceciaDalla collaborazione con Syria è nata questa piccola canzone scritta da Gigi Giancursi. Prima che farà mattino è stata inclusa nella Deluxe Edition di Un’altra me, Sony BMG, 2008, disponibile su I-Tunes. Al violoncello Elena Diana.

Il titolo provvisorio con cui fu presentata era 15 ottobre (2006), il giorno in cui, dopo un pranzo a base di risotto ai funghi e barbera, il primo trovò il coraggio di fare ascoltare alla seconda, l’intera canzone. Merito sicuramente del risotto…

Per ascoltarla maneggiate questo lettore qua sotto.

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I Dischi de l’Amico Immaginario 2005-2009

In una serata a casa di Maurizio Borgna (allora nostro fonico), tra Cristiano e questi nacque l’idea di fondare uno studio di registrazione e un’etichetta discografica.
L’esperienza fu ricca di momenti piacevoli sia per i protagonisti che per la musica italiana, producendo alcuni tra i titoli più importanti della “scena indipendente” di questi ultimi anni.
Quando si apre un’etichetta, almeno per loro è stato così, lo si fa partendo dal sogno di produrre un disco che nessuno mai abbia prodotto privando il mondo di un potenziale capolavoro.
Con questo spirito “i dischi de l’amico immaginario” contattò i Northpole, band trevigiana che dopo dieci anni di attività lontana dalla discografia (fatto salvo l’ep “weekender” – ancora in inglese – e qualche partecipazione a compilation), a un anno dalla stampa del disco si sciolse. Se la matematica non è un’opinione, l’equazione ci dimostra che producendo il loro disco, Cristiano e Maurizio fecero un favore alla musica ma non ai Northpole. Il disco era omonimo e venne pubblicato nella primavera del 2005.
Quando ancora il disco dei Northpole era in fase di produzione, saltarono fuori gli Zen Circus che si apprestavano a registrare il proseguimento di “Doctor Seduction” e così anch’essi vennero accasati sotto l’ala protettrice di Giasone (l’amico immaginario) a cui si deve il grande merito di aver regalato alla lingua italiana un gruppo così talentuoso. Il disco, pubblicato nella primavera del 2005, si chiama “Vita e opinioni di Nello Scarpellini, gentiluomo.”
Insomma, con un esordio così, la voce gira in fretta ed un amico (Andrea Pomini) segnalò loro un giovane musicista salentino. Quando uno pensa al Salento, se va bene, pensa ai Negramaro, altrimenti alla Notte della Taranta. Fortunatamente esiste pure altro, per fare un esempio su tutti tale Populous (autore anche di un remix di “agosto” pubblicato sull’omonimo cd singolo) domicilio presso Morr Music o, ancora, gli StudioDavoli. Proprio tra questo manipolo di musicisti talentuosi e mitteleuropei venne scovato Giorgio Tuma (anche se questo disco è semplicemente a nome Tuma) che stava alla giusta distanza tra l’Europa degli Stereolab ed il Brasile di Joao Gilberto, proprio dove si posiziona quel, troppo sottovalutato, disco dal titolo “Uncolored (swing’n'pop around Rose)”, disco rimasto in un cassetto per tre anni prima che Giasone si convincesse ad apporgli sopra il proprio marchio e metterlo in distribuzione nell’autunno del 2005 (a tal proposito, “forse non tutti sanno che…” la prima pubblicità di questo disco si rifaceva alla pubblicità di “Smile” di Brian Wilson, disco dimenticato in un cassetto anch’esso e pubblicato poco prima).
Nel periodo in cui si lavorava a pubblicare il disco di Tuma, un altro amico (e stimato musicista) Alberto Muffato, in arte Artemoltobuffa, conisgliò di ascoltare il disco di un cantautore casertano con il poco timido pseudonimo di “The huge”. Il disco, che si chiama “Landescape”, si muove pericolosamente tra George Michael ed il primo Elton John ma, la capacità di scrittura dell’autore, non lasciò dubbi sulla bontà del rischio. Il risultato fu pubblicato agli esordi del 2006.
Dagli stadi che riempiono George Michael e Elton John, agli spalti gremiti di ultras il salto è semplice ed in discesa, quindi il quinto disco pubblicato fu “La grande discesa”, disco del progetto Totò Zingaro, in quest’occasione affiliato al giornalista e scrittore torinese Domenico Mungo, abbreviato: TotòzingaroContromungo. Un disco che vede la partecipazione di mezza Torino e che ha visto la luce nell’estate del 2006.
Poi venne il disco omonimo dei Fine Before You Came, sempre dello stesso periodo del 2006, un concept album allegato ad un dvd del regista Antonio Rovaldi, un bel disco premiato da critica e pubblico.
Tornando in Piemonte, il settimo prodotto de L’Amico Immaginario, fu il primo disco sulla lunga distanza di Marcilo Agro e il Duo Maravilha, dal titolo “Viva a ilusao”. Disco infelice che è coinciso con la dipartita di uno dei chitarristi originali, spostando il baricentro del gruppo e inficiandone l’attività live e promozionale. Siamo ormai agli esordi del 2007.
Nell’autunno del 2007, invece, vede la luce uno dei casi discografici dell’anno “My lonely and sad Waterloo”, disco del musicista/collettivo bolognese My Awesome Mixtape. Album di respiro internazionale per un gruppo che, ancor più che su disco, ha fatto impazzire il pubblico che partecipava ai concerti del gruppo col cuore sulla maglia (non gli Amari, quelli son venuti dopo). Caso discografico per giornali, webzine e blog e ristampa per l’amico immaginario, questa volta al fianco di My Honey Records.
Ancora una volta si torna in zona prima capitale d’Italia, da cui arrivano I Treni All’Alba, gruppo che deve metà della propria formazione agli storici Belli Cosi, gruppo HC sabaudo. Folk/metal/HC/postrock acustico e strumentale. Il disco vede la luce agli esordi del 2008, soprattutto grazie al lavoro di Smartz Records, col titolo “Folk Destroyers” e da il via ad un tour lunghissimo che porta loro diversi riconoscimenti e palchi importanti (uno su tutti: il Traffic di Torino).
La carriera di Giasone come produttore esecutivo si conclude a Torino, con il disco di un talentuoso combo dal nome Farmer Sea, il cui “Low fidelity in realtionship” è stato pubblicato a metà del 2008.
Il rimorso resta per “Death save the queen”, tributo per il ventennale di “The queen is dead” degli Smiths, annunciato anche da Rumore e mai pubblicato per via dalla scarsa adesione da parte degli ospiti che a turno non hanno presentato i pezzi entro la scadenza o, quando presentati, negata l’autorizzazione all’utilizzo per via di disegni a noi superiori. Questo materiale esiste e chissà che per il trentennale non si riesca a ritirar fuori dal cassetto…ma per farvi un’idea questa era la scaletta:
The queen is dead – Offlaga discopax+Artemoltobuffa
Frankly, Mr Shankly – Tre Allegri Ragazzi Morti + Mike Kinsella
I Know it’s over – The Huge feat. Matilde (Studiodavoli)
Never had no one ever – Chomski
Cemetry Gates – Virginiana Miller
Bigmouth strikes again – TotòZingaro
The boy with the thorn in his side – Baustelle
Vicar in a tutu – Appino (Zen Circus)
There is a light that never goes out – Perturbazione
Some girls are bigger than others – Amari
sarebbe stato meraviglioso e, crederci, lo è stato.

ailIn una serata a casa di Maurizio Borgna (allora nostro fonico), tra Cristiano e questi nacque l’idea di fondare uno studio di registrazione e un’etichetta discografica.

L’esperienza fu ricca di momenti piacevoli sia per i protagonisti che per la musica italiana, producendo alcuni tra i titoli più importanti della “scena indipendente” di questi ultimi anni.

Quando si apre un’etichetta, almeno per loro è stato così, lo si fa partendo dal sogno di produrre un disco che nessuno mai abbia prodotto privando il mondo di un potenziale capolavoro.

Con questo spirito “i dischi de l’amico immaginario” contattò i Northpole, band trevigiana che dopo dieci anni di attività lontana dalla discografia (fatto salvo l’ep Weekender – ancora in inglese – e qualche partecipazione a compilation), a un anno dalla stampa del disco si sciolse. Se la matematica non è un’opinione, l’equazione ci dimostra che producendo il loro disco, Cristiano e Maurizio fecero un favore alla musica ma non ai Northpole. Il disco era omonimo e venne pubblicato nella primavera del 2005.

Quando ancora il disco dei Northpole era in fase di produzione, saltarono fuori gli Zen Circus che si apprestavano a registrare il proseguimento di Doctor Seduction e così anch’essi vennero accasati sotto l’ala protettrice di Giasone (l’amico immaginario) a cui si deve il grande merito di aver regalato alla lingua italiana un gruppo così talentuoso. Il disco, pubblicato nella primavera del 2005, si chiama Vita e opinioni di Nello Scarpellini, gentiluomo.

Insomma, con un esordio così, la voce gira in fretta ed un amico (Andrea Pomini) segnalò loro un giovane musicista salentino. Quando uno pensa al Salento, se va bene, pensa ai Negramaro, altrimenti alla Notte della Taranta. Fortunatamente esiste pure altro, per fare un esempio su tutti tale Populous (autore anche di un remix di “agosto” pubblicato sull’omonimo cd singolo) domicilio presso Morr Music o, ancora, gli StudioDavoli. Proprio tra questo manipolo di musicisti talentuosi e mitteleuropei venne scovato Giorgio Tuma (anche se questo disco è semplicemente a nome Tuma) che stava alla giusta distanza tra l’Europa degli Stereolab ed il Brasile di Joao Gilberto, proprio dove si posiziona quel, troppo sottovalutato, disco dal titolo Uncolored (swing’n'pop around Rose), disco rimasto in un cassetto per tre anni prima che Giasone si convincesse ad apporgli sopra il proprio marchio e metterlo in distribuzione nell’autunno del 2005 (a tal proposito, “forse non tutti sanno che…” la prima pubblicità di questo disco si rifaceva alla pubblicità di “Smile” di Brian Wilson, disco dimenticato in un cassetto anch’esso e pubblicato poco prima).

Nel periodo in cui si lavorava a pubblicare il disco di Tuma, un altro amico (e stimato musicista) Alberto Muffato, in arte Artemoltobuffa, conisgliò di ascoltare il disco di un cantautore casertano con il poco timido pseudonimo di The Huge. Il disco, che si chiama Landescape, si muove pericolosamente tra George Michael ed il primo Elton John ma, la capacità di scrittura dell’autore, non lasciò dubbi sulla bontà del rischio. Il risultato fu pubblicato agli esordi del 2006.

Dagli stadi che riempiono George Michael e Elton John, agli spalti gremiti di ultras il salto è semplice ed in discesa, quindi il quinto disco pubblicato fu La grande discesa, disco del progetto Totò Zingaro, in quest’occasione affiliato al giornalista e scrittore torinese Domenico Mungo, abbreviato: TotòzingaroContromungo. Un disco che vede la partecipazione di mezza Torino e che ha visto la luce nell’estate del 2006.

Poi venne il disco omonimo dei Fine Before You Came, sempre dello stesso periodo del 2006, un concept album allegato ad un dvd del regista Antonio Rovaldi, un bel disco premiato da critica e pubblico.

Tornando in Piemonte, il settimo prodotto de L’Amico Immaginario, fu il primo disco sulla lunga distanza di Marcilo Agro e il Duo Maravilha, dal titolo Viva a ilusao. Disco infelice che è coinciso con la dipartita di uno dei chitarristi originali, spostando il baricentro del gruppo e inficiandone l’attività live e promozionale. Siamo ormai agli esordi del 2007.

Nell’autunno del 2007, invece, vede la luce uno dei casi discografici dell’anno My lonely and sad Waterloo, disco del musicista/collettivo bolognese My Awesome Mixtape. Album di respiro internazionale per un gruppo che, ancor più che su disco, ha fatto impazzire il pubblico che partecipava ai concerti del gruppo col cuore sulla maglia (non gli Amari, quelli son venuti dopo). Caso discografico per giornali, webzine e blog e ristampa per l’amico immaginario, questa volta al fianco di My Honey Records.

Ancora una volta si torna in zona prima capitale d’Italia, da cui arrivano I Treni All’Alba, gruppo che deve metà della propria formazione agli storici Belli Cosi, gruppo HC sabaudo. Folk/metal/HC/postrock acustico e strumentale. Il disco vede la luce agli esordi del 2008, soprattutto grazie al lavoro di Smartz Records, col titolo Folk Destroyers e da il via ad un tour lunghissimo che porta loro diversi riconoscimenti e palchi importanti (uno su tutti: il Traffic di Torino).

La carriera di Giasone come produttore esecutivo si conclude a Torino, con il disco di un talentuoso combo dal nome Farmer Sea, il cui Low fidelity in realtionship è stato pubblicato a metà del 2008.

Il rimorso resta per Death save the queen, tributo per il ventennale di The queen is dead degli Smiths, annunciato anche da Rumore e mai pubblicato per via dalla scarsa adesione da parte degli ospiti che a turno non hanno presentato i pezzi entro la scadenza o, quando presentati, negata l’autorizzazione all’utilizzo per via di disegni a noi superiori. Questo materiale esiste e chissà che per il trentennale non si riesca a ritirar fuori dal cassetto…ma per farvi un’idea questa era la scaletta:

The queen is dead – Offlaga discopax+Artemoltobuffa
Frankly, Mr Shankly – Tre Allegri Ragazzi Morti + Mike Kinsella
I Know it’s over – The Huge feat. Matilde (Studiodavoli)
Never had no one ever – Chomski
Cemetry Gates – Virginiana Miller
Bigmouth strikes again – TotòZingaro
The boy with the thorn in his side – Baustelle
Vicar in a tutu – Appino (Zen Circus)
There is a light that never goes out – Perturbazione
Some girls are bigger than others – Amari

sarebbe stato meraviglioso e, crederci, lo è stato.

Totò Zingaro

totòzingaroTotò Zingaro ha una cosa in comune con Syria: deve il proprio nome ad un nonno (la nonna di Cecilia Cipressi si chiamava proprio Syria, N.d.R.).

Nel caso specifico, il nonno materno di Gigio, il cantante, era Antonio Zingaro.

Cristiano Lo Mele ha conosciuto Gigio nel lontano 1992: era all’Acqualuce (storico studio della provincia di Torino) con i bribe. (vecchio gruppo di Cristiano) a registrare con Tino Paratore (batterista dei C.o.V., di cui Gigio era di nuovo il cantante). Ciò che ricorda di quell’incontro è:

- la prima volta che ha fumato una bonga (ah, beata gioventù!)
- come tirare una gomitata (fu il fulcro di tutta la conversazione con Gigio)

Poi lo ritrovò  nuovamente come cantante degli  Arturo ed infine, nel 2005, nel suo studio a registrare La grande discesa, il primo disco di Totò Zingaro, appunto.

Finite le registrazioni e pubblicato il disco con I Dischi dell’Amico Immaginario, cominciò a suonare con loro che sono:

Luigi “Gigio” Bonizio, chitarra e voce
Stefano “Il Maestro” Danusso, basso
Walter Piatesi – batteria
Cristiano Lo Mele (appunto) – chitarra e mandolino

Dopo qualche concerto a portare in giro La grande discesa e svuotare bottiglie di Vecchia Romagna (il che non li ha sempre messi in buona luce nei confronti del mondo) hanno incontrato Luca Ragagnin, scrittore e nostro concittadino.

Da questo coupe de foudre ne è nato un progetto piuttosto ampio che si snocciolerà in una trilogia di personaggi piuttosto particolari. Di questa trilogia un disco è finito, uno è in via di preparazione ed un altro è ancora lontano a venire.

Il disco finito e che vedrà la luce a breve (solo vinile, 666 copie) è Il fazzoletto di Robert Johnson e, come suggerisce il titolo, intende tributare il re del delta blues. E’ un disco blues, delta blues, totalmente acustico, no Roberto Ciotti o Eric Clapton (che loro sono bluesmen veri). Secondo loro è il disco italiano più bello dopo Creuza de Mâ’…anche solo perché è sempre bello sentirsi genii ed incompresi.

Il disco che invece è in via di preparazione è Salgariprivato, un omaggio ad un concittadino adottivo: Emilio Salgari, anch’egli protagonista di una vita non propriamente felice.

Siccome raccontare la musica è come immaginare l’amore, se volete potete ascoltare e/o vedere dei video live del loro repertorio.

Syria, i concerti

syria2Nell’autunno del 2007 Syria chiese a Gigi Giancursi di approntare una band che l’avrebbe accompagnata nel tour promozionale in vista dell’uscita di Un’altra me. Da allora è nata una collaborazione che ha visto coinvolti anche Cristiano Lo Mele e Elena Diana rispettivamente alla chitarra e al violoncello. Con un ensemble composto dai nostri tre più Max Viale (Gatto Ciliegia) ai synth, Paolo Scapazzoni (Arturo, Fratelli Sberlicchio fino al 2008) alla batteria e Marco Conti (Angeli) al basso, i sei hanno accompagnato Syria in molti concerti e apparizioni televisive  nell’arco del 2008. Dai Venice Music Awards a Quelli che il Calcio, dal Maurizio Costanzo Show alla Sagra della Tagliata Marchigiana (a voi stabilire cosa sia meglio o peggio),

tagliata

dalla piazza centrale di Cremona all’inaugurazione dei campi sciistici a Prato Nevoso il 6 dicembre all’aperto (faceva mooolto freddo!)

La collaborazione si è altresì trasformata in una vera e propria contaminazione reciproca. In formazione acustica con Gigi Giancursi, Cristiano Lo Mele e Elena Diana, Syria ha riletto alcuni brani di Janis Joplin per il Traffic di Torino del 2008, e si è cimentata in diverse occasioni in concerti acustici che valorizzano la sua voce. Ricordiamo le partecipazioni al Gay Village nell’estate 2009, una data al Sestriere per Torino Capitale del Libro, un incontro particolare al Circolo dei Lettori di Torino con lo scrittore Flavio Soriga. Syria e Gigi Giancursi hanno partecipato anche alla giornata Alliance for Africa, suonando al Teatro Dal Verme di Milano in duo di fronte a Bob Geldof e più di un migliaio di persone. Si narra che alla fine dell’esibizione le mani dei due tremavano a tal punto da rendere difficile l’accensione di una sigaretta.

Su tour collaterali potete tenere d’occhio eventuali nuove date di questa insolita formazione.

Teenage love – 2008

State per diventare padre? Siete già stressati e pieni di aspettative dubbi e picchi d’entusiasmo? Bravi! Sedetevi in poltrona e godetevi questo tempo. Non fate come Tommaso Cerasuolo e Marco Fantozzi, compagni d’avventura nel dorato mondo dei videoclip d’animazione: loro sono riusciti a infilare un laboratorio sul videoclip d’animazione tra il gennaio 2008 (nascita della figlia di Tommaso, Emma) e l’aprile del 2008 (nascita della figlia di Marco, Viola). Si può essere più pazzi? Chiedetelo alle loro compagne e vi diranno: “…altro che pazzi, sono due teste di c***i!” con un fantasismo linguistico tutto incentrato sulla rima.

A parte questi siparietti, Tommaso ha passato momenti meravigliosi insieme a più di 20 ragazzi e ragazze del Gruppo Pixista 2008 che hanno animato migliaia di post-it per realizzare il videoclip della canzone Teenage Love degli amici Farmer Sea. Il motore produttivo sono stati Stefania e Mario del magico Centro per il Protagonismo Giovanile El Barrio di Torino.

Buona visione.