Perturbazione

quartier generale

Tommaso Cerasuolo

Una resa dei conti

Questo è uno di quei post scomodi, ma necessari. Lo leggerete in tre, se va bene, ma serve a me. La faccio breve: volevo scusarmi con tutti i gruppi/musicisti/scrittori che in questi anni di tour mi hanno regalato una copia del loro disco/demo/libro/dvd.
Perchè ho risposto dopo mesi e mesi, quando l’ho fatto. Perchè spesso mi chiedete un’opinione schietta e io non sono bravo a dire le cose in faccia, figuratevi a scriverle. Alcuni di voi sono in gamba, ed è capitato di affezionarsi a un gruppo dopo aver ascoltato un cd ricevuto in omaggio (un esempio, i romagnoli Amycanbe, per i quali ho avuto il piacere di disegnare una maglietta). Ma la verità è che volevo confessarvi questo: non funziona. Io la maggior parte dei dischi ricevuti li tengo lì in una piletta a parte, mentendo a me stesso così: “non voglio ascoltare questa musica distrattamente, qualcuno ha perso il suo tempo ed energie per suonarla e me ne ha fatto omaggio e vuole da me una parola, un commento, e io devo dedicare un ascolto attento”.
Sono palle, purtroppo…
E’ una menzogna perchè  non dovrebbe esserci questo scambio, questo senso del dovere, è una cagata che ho in testa da troppi anni; finisce sempre che faccio passare mesi o anni e alla fine uso il tempo e la distanza per mandare una mail il cui vero oggetto sono le scuse che uso come filtro per non parlare apertamente della musica che mi è stata donata.
Tutto ciò addà finì ‘uaglio!
Mi dimetto, vi chiedo umilmente scusa, ma da ora in poi sappiate che i cd li riceverò molto volentieri, ma per quello che sono, dei doni, senza promesse, senza scambi. Se son dischi buoni faranno strada comunque con le proprie gambe e non occorre certo la mia opinione per dirlo, se mi piaceranno e faranno vibrare le corde giuste tranquilli che rimarremo in contatto (così ho conosciuto musicisti per cui ho grande rispetto, At the bus stop, Marcilo Agro, Muriel…). Così è la musica, così le affinità elettive, così deve vibrare il cuore, non c’è responsabilità-ah-ah, solo il tuffo che ci dà-ah-ah. Con affetto, vostro Cerasuolo.

sorryQuesto è uno di quei post scomodi, ma necessari. Lo leggerete in tre, se va bene, ma serve a me. La faccio breve: volevo scusarmi con tutti i gruppi/musicisti/scrittori che in questi anni di tour mi hanno regalato una copia del loro disco/demo/libro/dvd.

Perchè ho risposto dopo mesi e mesi, quando l’ho fatto. Perchè spesso mi chiedete un’opinione schietta e io non sono bravo a dire le cose in faccia, figuratevi a scriverle. Alcuni di voi sono in gamba, ed è capitato di affezionarsi a un gruppo dopo aver ascoltato un cd ricevuto in omaggio (un esempio, i romagnoli Amycanbe, per i quali ho avuto il piacere di disegnare una maglietta). Ma la verità è che volevo confessarvi questo: non funziona. Io la maggior parte dei dischi ricevuti li tengo lì in una piletta a parte, mentendo a me stesso così: “non voglio ascoltare questa musica distrattamente, qualcuno ha perso il suo tempo ed energie per suonarla e me ne ha fatto omaggio e vuole da me una parola, un commento, e io devo dedicare un ascolto attento”.

Sono palle, purtroppo…

E’ una menzogna perchè  non dovrebbe esserci questo scambio, questo senso del dovere, è una cagata che ho in testa da troppi anni; finisce sempre che faccio passare mesi o anni e alla fine uso il tempo e la distanza per mandare una mail il cui vero oggetto sono le scuse che uso come filtro per non parlare apertamente della musica che mi è stata donata.

Tutto ciò addà finì ‘uaglio!

Mi dimetto, vi chiedo umilmente scusa, ma da ora in poi sappiate che i cd li riceverò molto volentieri, ma per quello che sono, dei doni, senza promesse, senza scambi. Se son dischi buoni faranno strada comunque con le proprie gambe e non occorre certo la mia opinione per dirlo, se mi piaceranno e faranno vibrare le corde giuste tranquilli che rimarremo in contatto (così ho conosciuto musicisti per cui ho grande rispetto, At the bus stop, Marcilo Agro, Muriel…). Così è la musica, così le affinità elettive, così deve vibrare il cuore, non c’è responsabilità-ah-ah, solo il tuffo che ci dà-ah-ah. Con affetto, vostro Cerasuolo.

Perturba playlist on the road – vol 06

segnale-divieto-clacson28 luglio 2010 – Torino – Milano solo andata

E’ accaduto. La nostra autoradio ci ha lasciati. Non abbiamo avuto il tempo per poterla riparare. Ci faremo questo viaggio con un unico pezzo, sentito a ripetizione. Confidiamo di poterla riparare per il viaggio che ci attende: Firenze- Bari – Gallipoli. Altrimenti chiunque di noi potrebbe seriamente dare cenni di squilibrio.

Quindi, volgendo in arte la disgrazia, ascolteremo ripetutamente:

01 – John Cage – ”4′33

Vi postiamo anche il video

Perturba playlist on the road – Vol. 01

ontheroadTorino – Milano – Brescia e ritorno – 9 luglio 2010

Lo scorso dicembre Cristian, il nostro meccanico di fiducia, ci ha fatto un discorso chiaro: “Ragazzi, il vostro vecchio furgone compie 300.000 km, da qui in poi le riparazioni non sono più manutenzione, ma diventano strutturali”.
Ovvero: da lavori con due zeri, si passa ai tre. Zeri.
Detto fatto. Chi di voi ci verrà a trovare dal vivo in questa calda estate vedrà in zona retro parco un fiammante Ducato passo lungo grigio metallizzato. Ecco: non è nostro. O meglio, è il nostro ma è in affitto. Il vecchio furgo lo abbiamo venduto, ci piangeva il cuore ma non s’è potuto fare altrimenti.
Tutto questo preambolo per annunciarvi che finalmente abbiamo un mezzo dove la musica si può ascoltare dignitosamente, c’è perfino il controllo dei volumi guidatore e cabina separabili, mica pizza e fichi!
Così abbiamo deciso di inaugurare una piccola rubrica che vi terrà compagnia durante il tour estivo. A ogni concerto, impegni permettendo, un perturbato produrrà una compilation per il viaggio, che sarà anche la scusa per raccontarvi cosa succede dentro e fuori dal furgone. Comincio io.

01. The Swell Season – Low Rising
perchè è un bel modo di iniziare, il loro ultimo disco Strict Joy e il nostro viaggio per Brescia, pausa pranzo a Milano per riunione di lavoro con… non si può dire, ma è una figata! E anche perchè li ho visti dal vivo a Milano la scorsa primavera e mi hanno sfasciato. Guardate bene il poster del tour. No, non le facce di tolla… Vista la maglietta che indosso? Sono loro, Marketa e Glen!

02. Stars – Midnight Coward
perchè esce in questi giorni il loro nuovo disco ma questa è una delle mie preferite di sempre, rimanete sintonizzati, il tempo rubato ci ha impedito di parlarvi meglio dei canadesi Stars ma recuperemo, perchè è stato un gruppo fondamentale per arrivare all’ultimo disco, quello nostro stavolta!

03. Dente – Vieni a vivere
perchè ieri sera abbiamo suonato insieme ad Asti e lui ha cantato con noi Buongiorno Buonafortuna e noi abbiamo fatto i cori (stonati e fuori tempo) su questo pezzo. Grazie Dente!

04. Marco Notari – Piuma
perchè Marco era tra il pubblico mentre tutto ciò accadeva.

05. My Awesome Mixtape – Me and The Washing Machine
perchè nel raccontare le ultime settimane, c’è il Miami Festival e c’è il loro ultimo disco. Non mi stupirei se nelle prossime playlist ritrovassimo alcuni dei gruppi con cui abbiamo condiviso il palco a Milano lo scorso 6 giugno.

06. The Kinks – People Take Pictures of Each Other
perchè c’entrano con il pranzo di lavoro a Milano, come lo scoprirete ai primi di ottobre. No, no, raga, non ci siederemo al tavolo con i fratelli Davies, siete fuori rotta…

07. Yo La Tengo – Big Sky
perchè tra i brani del disco dei Kinks – Are the Village Preservation Society che mi ha fatto scoprire Maurizio Blatto che qui ringrazio, c’è anche questa canzone, forse la migliore, qui reinterpretata dagli Yo La Tengo prima maniera.

08. Mojave 3 – Anyday Will Be Fine
perchè con un pezzo così l’asfalto ti corre letteralmente sotto al culo mentre l’aria fresca ti accarezza la pelle.

09. 24 Grana – Accireme
perchè la prossima settimana saremo insieme sul palco del Neapolis Festival e io dopo ben 7 anni (l’ultima volta insieme fu al M.e.i. 2002 credo…) avrò di nuovo la faccia col sorriso stampato sopra perchè son lì con Peppe, Francesco e soci…

10. Morphine – I’m Free Now
questa è per Alex Baracco, il nostro prode bassista, che so che gli piace tanto.

11. Maritime – Someone Has To Die
perchè prima o poi il furgone si dovrà fermare…

12. Arab Strap – There Is No Ending
…ma sarebbe bello immaginare un modo di rendere il kilometraggio illimitato senza perdere la magia. Anche se invecchiamo, anche se siamo stanchi, anche se al mattino allo specchio ci salutano i brufoli, come i protagonisti della canzone, alziamo una latta di birra al cielo e brindiamo alla fine del mondo!

Esterina

ester_flyer

Cosa facciamo mentre aspettiamo l’uscita del disco a maggio #5.

Erano anni che non mi sbattevo per tirare su un po’ di storia per altri, nel vecchio modo di organizzare della date, come ai tempi dell’associazione rivolese La Peste, di cui facevo parte e con la quale si fece suonare in un Centro anziani del comune di Rivoli gruppi come Yuppie Flu, Red Worm’s Farm, Infranti, Virginiana Miller, Amari, Paolo Benvegnù e tanti tanti altri…

ma con questa musica è tornata a farsi sentire l’urgenza di nutrire ciò che mi ha nutrito. In fondo di questo parlano molte canzoni del nostro nuovo disco “Del nostro tempo rubato“. Nutri ciò che ti nutre, lascia perdere il resto, molla il superfluo.
Si chiamano Esterina, vengono da Lucca, e sab 8 e dom 9 maggio saranno in tour in Piemonte, Saluzzo e Torino, i concerti li ho tirati su io, con cura e gioia.
A me fa impazzire il loro essere di provincia, la capacità di emozionare descrivendo un’Italia dimenticata, pasoliniana, nel senso di lacerata tra il presente privo di valori e mistificatorio e un passato rurale e legato alla terra ma impossibile da rivivere.
Li potete ascoltare qui, www.esterina.it/musica, partite dal loro disco “difero e dibotte”, suggerisco proprio la canzone “fero” per cominciare il viaggio. A Saluzzo canterò un pezzo con gli amici Airportman, che nel frattempo hanno pubblicato un nuovo lavoro, “The Road”, disco ispirato all’omonimo libro di Corman McCarthy.
A Torino accompagneremo gli Esterina con i Noam, continuazione del progetto Chomski, con loro suono il basso e canto. Disco in uscita a settembre, ma ne riparleremo.
Buon ascolto, spero di vedervi.

Torino, 29 aprile 2010

Arruolatevi, girerete il mondo!

uncle_samDomenica. I colori che ci accompagnano sulla strada Firenze-Torino (rigorosamente via Genova per noi) sono quelli dell’autunno, rosso arancio giallo a macchie in mezzo a nebbioline lattiginose.

Lo ammettiamo, stiamo invecchiando: ci bastano un paio di drink in più e guardale ora le facce stinte sul furgone, driver che si drogano di caffè e galatine abbandonati dal resto della truppa che se la dorme alla grande…

Ha ragione Peppe, siamo camionisti!!! La vita on the road ricorda le vignette di Asterix in cui i legionari ripetono: “Arruolatevi, girerete il mondo, dicevano…” con una ramazza tra le mani. Le nostre prozie e i fan più ingenui immaginano i nostri tour come una lunga vacanza in cui, fatta eccezione per l’ora e mezza di concerto, ci godiamo giri turistici, visite ai centri storici, cenni sulla cultura locale e la storia del luogo, con visita ai migliori ristoratori della città e alberghi di lusso.

Così, tanto per fare, ecco a voi una giornata tipo di qualsiasi tour degli ultimi otto anni:

- ore 10: sveglia con la suoneria del cellulare, prima il tuo poi quello del compagno di stanza, a turno vengono spenti e continuano a suonare ogni dieci minuti (quindi ogni cinque, essendo due apparecchi). Trascorre così l’ora che si era programmata per fare la doccia, agguantare una colazione facendosi insultare dalla cameriera della sala colazioni perchè sei in ritardo e prepararsi a una nuova giornata. Non c’è da stupirsi comunque, considerato che hai chiuso gli occhi alle 4 e mezza di quella mattina.

- ore 11.30: si parte, con mezz’ora di ritardo. Ovviamente Tommaso è sceso per ultimo. Hai davanti a te una distanza media di 300 km.

- ore 12.00: hai appena imboccato l’autostrada, quando Gigi mostra evidenti segni di squilibrio nicotinoide. Sul furgone è vietato fumare, così questa è la prima di almeno tre pause nell’arco di 300 km. Un pullman delle gite dove cercano di appiopparti un set di pentole e nel frattempo visiti Paestum ci mette molto meno…

Per fortuna Skazzo, prode tour-manager, sfodera un set di panini affettati misti e frutta tutto recuperato dal catering della sera precedente e dalla sala colazioni quella mattina. Annusi, mordi e butti tutto giù col caffè, grato a Skazzo per averti fatto risparmiare minimo 4 euro all’autogrill mangiacachet. Gigi ed Elena nel dubbio si comprano un set di caramelle e patatine junk food, chiedendo un anticipo sulla cassa del gruppo.

- ore 13.45: schivi per un pelo un trattorione a cui Gigi cerca di trascinarti, ma il gruppo fà fronte unito e il Lodo Giancursi non passa.

- ore 17.30: l’arrivo della band nel locale era previsto per le 17.00, ma siamo ancora in tangenziale e Gigi… deve pisciare! Questa volta, come nella storia di “al lupo, al lupo” deve pisciare veramente, nemesi perfetta… con la fregatura che siccome incomincia a protestare citando Grillo e Travaglio, rinunci alle tue ragioni e ti scaraventi in Autogrill bestemmiando…

- ore 18.15: arrivo artista. Il locale è nella zona industriale, effettivamente il locale stesso è un capannone, dentro ci sono divanetti e luci strobo, ma da fuori è indubitabilmente un solido capannone. Attorno, solo cemento, statali e sei sei fortunato una bella concessionaria. Mmmhhh… era tempo di rifarsi la Lamborghini!

I tecnici sono già inferociti, si capisce. Nemmeno il tempo di stirarsi, tutti a scaricare. Dov’è Tommaso?

- ore 19.00: primo colpo di cassa del sound-check. Loz è un mito, veloce e capace, dal mixer riesce a recuperare almeno mezz’ora sul nostro ritardo, ma l’ottimo pit-stop non serve a nulla, la band riprova infatti quattro volte quel passaggio del pezzo in cui i monitor di palco fischiano, Gigi ed Elena litigano su un fraseggio di violoncello e Tommaso è ancora al cellulare…

- ore 20.00: il sound-check è pressochè terminato, quando Baracco si accorge di aver fatto tutte le prove con l’ampli del basso in stand-by… ecco perchè continuava a farsi alzare in spia… altri 10 minuti di prove…

- ore 20.15: tutti a cena. Tommaso rimane in camerino, dice che deve cantare e quindi non cena, ma di fatto supererarà abbondamntemente il fabbisogno calorico nutrendosi di birra.

- ore 20.30: il gruppo ordina Pennette alla Crotonese, ma Cristiano e Gigi optano per la lombata cotognata in salsa di Uro e viteltonnatta al marzapane sardo, il tutto bagnato da un quartino… no fai mezzo… facciamo un litro eh…??

- ore 22.00: i secondi non si vedono ancora, l’accompagnatore è nervoso. Alla fine lo chef ce la fà, e anche i nostri chitarristi. Mentre Rossano pianta una mezza scenata all’esterno del ristorante, i ragazzi riescono anche ad agguantare un Fernet.

- ore 22.45: il gruppo giunge trafelato al locale fiondandosi nei camerini, tranne Gigi che si ferma a chiaccherare amabilmente con un ragazzo simpaticissimo che dovete troppo conoscere. In ogni caso, è inutlile scaldarsi: la gente tarda, non si attacca alle 23 ma bensì alle 23.30

- ore 23.30: no scusate alle 23.45. Ma dov’è Gigi? E perchè ci scappa da pisciare e i camerini non hanno (quasi) mai un cesso?

- ore 01.10: esclamazioni di euforia nei camerini mentre il gruppo apre la porta di botto, sullo sfondo applausi e gridolini, sfottò a Tommaso che ha storpiato le parole di almeno tre canzoni nei suoi momentanei black-out neuronali, Gigi scompare subito, il ragazzo simpaticissimo gli deve raccontare una storia troppo figa. Tommaso tenta di asciugarsi mentre firma autografi e fà foto biascicando menate. Cristiano ordina un altro Negroni. Qualcuno pensa a Bob Marley, qualcuno si addormenta, ma poi viene svegliato da un fan che è entrato in camerino e gli parla mentre non si capisce nulla perchè il volume è assordante, il dj in sala ci sta andando pesante con i classici del sabato sera, Chemical Brothers, Blur e vai col liscio. L’arrivo di tre belle ragazze in camerino sconvolge tutti i maschi presenti, che per un attimo si danno un tono. Una è fan del gruppo e chiede autografi su uno scontrino, le altre due sono amiche e sorridono ma rimangono vicino alla porta. Alla fine il buon umore di Gigi contagia tutti e si finisce a pacche sulle spalle, le ragazze, il fan chiaccherone, il tecnico luci del locale che ti vuole raccontare ancora una volta di quella volta che Lou Reed…

- ore 2.45: gli strumenti sono nelle custodie, si carica il furgone. Dov’è Tommaso? E perchè le chitarre di Gigi sono ancora sul palco?

- ore 3.10: il bicchiere della staffa l’hai bevuto mezz’ora fà…

- ore 3.36: vaghiamo sconsolati nella nebbia alla ricerca dell’Hotel, tutti parlano ridono e ripetono la battuta più stupida della serata, che è già diventata il tormentone del tour.

- ore 3.42: il portiere di notte non ride alle nostre idioti battute, sbaglia i cognomi e noi sembriamo una scolaresca alla gita della prima liceo.

- ore 4.15: Rossano dorme, Elena dorme. Gigi fuma sigarette in piedi vicino alla finestra in camera di Cris e Skazzo commentando con sarcasmo i videoclip hip hop che ruotano inesorabili sulle tv musicali, o quel che resta di esse. Tommaso e Baracco occupano i letti e ridono come idioti, la camera è avvolta nel fumo.

- ore 4.47: tutti dormono, finalmente.

Fate i musicisti, girerete il mondo, ci dicevano…

Ps: dalle ore 23.46 alle 01.09, nelle serate migliori si registrano paura, delirio, estasi, frustrazioni, appagamento, gioia, lacrime, sudore, la vita nell’arte nella vita nell’arte nella vita…

Amado mio Desktop!!!

jdIl mondo si divide in due categorie: quelli che scelgono un desktop per il proprio computer e lo sposano fino a che morte non li separi (spesso è il terribile azzuro finestrato) e coloro che amano alternare nuove immagini con cadenza emotiva, seguendo i corsi e ricorsi della propria anima.

Ai secondi è dedicato questo breve post, regalandovi queste due immagini. Sono le locandine dell’imminente Preliminari Tour concepite per noi dalla mitica Nene, ovvero Irene Festa, validissima grafica (vedi Poster e Perturb-art nella sezione Multimedia), da me adattate in formato 800×600 e private della grafica, come in ogni desktop che si rispetti.

IMMAGINE 1

IMMAGINE 2

Inchinatevi a Nene, o peccatori e downloadatori.

Chiudo con un elenco, per nulla esaustivo, di alcuni desktop che si sono alternati sul mio ormai consunto Mac, che tra parentesi si chiama Ginevra, in questi anni:

- il disegno realizzato per l’edizione delle Città Viste dal Basso di Poggibonsi da Matteo Pericoli

- fotogrammi dai film I sette samurai e Trono di sangue di Akira Kurosawa

- fotogrammi da vari film di Billy Wilder, in particolare Irma la dolce e le sue calze verdi

- fotogrammi dai film di Hayao Miyazaki e Isao Takahata, in particolare Totoro (che gioia vederlo su grande schermo eh????)

- fotogrammi dal film The eternal sunshine of the spotless mind (questi sono una vera malattia che mi riprende come il raffreddore ogni autunno)

- quintali di foto e illustrazioni trovate in rete, alla faccia del copyright

- foto del cimitero monumentale di Staglieno a Genova (l’intera discografia dei bootleg dedicati ai Joy Division ha fatto incetta di queste immagini molto prima dell’invenzione del PC)

- foto di donna che porta la quinta di reggiseno e di cui non si vede il volto che indossa una maglietta attillata con la scritta: My face is up here (che fine poeta eh?!)

- vari disegni del fumettista francese Nicolas De Crécy

ah dimenticavo… attualmente c’è lei, ovviamente! Ida Lupino (vedi post precedente)!

Buon desktop a tutti!

Torino, 2 novembre 2009

Ode a Ida

ida_lupino

Mi sono innamorato di Ida Lupino.

Spero che la mia compagna non sia troppo gelosa, perchè Ida è morta nel 1995… nemmeno ci conoscevamo allora!

Mi sono innamorato sabato 19 settembre verso le due di notte.

Cercavo di prendere sonno su uno scomodissimo divano dopo aver lavorato fino all’una e mezza, non ero a casa, ero nella sede della società di produzione dove ho girato e disegnato tutto il videoclip di Marco Notari, mi sarei alzato presto, le sette circa, per riprendere il lavoro che era in dirittura d’arrivo e necessitava degli ultimi shot prima del montaggio definitivo. Quando lavoro così, animando, non riesco a staccare e dormire, anche se sono stanchissimo ho bisogno di calmare il cervello. Così ho acceso una sigaretta e mi sono messo al buio davanti a un televisore in attesa del sonno. Invece è arrivata lei. Si è fatta largo tra rappresentanti di arte e paccottiglia, marzulli e maruzzelli. E benedetti siano i nostri santi protettori di Fuori Orario per averci fatto incontrare.

L’ho conosciuta su un autobus che faceva il giro delle ville di Beverly Hills.

Come Harry, il protagonista del film La grande nebbia interpretato da Edmond O’Brian, mi sono incantato lentamente di fronte a questa donna misteriosa.

Ida Lupino. Che nome è, me lo dite voi? A me suona divinamente…

Non avevo idea di che film fosse. Non un indizio sul regista, sul nome degli attori. Era girato ed ambientato negli anni ‘50, la fotografia e le scenografie parlavano chiaro. Ma non era un film “classico”.

La grande nebbia in originale si intitola The Bigamist, roba che se traduci letteralmente in Italia subito pensano a un film con Lando Buzzanca.

E’ curioso, perchè ultimamente mi sono ritrovato a fare ipotesi sulla bigamia, anzi per la precisione sulla poligamia, scherzandoci sopra con la mia compagna che sorridendo mi ha detto: “Ma tesoro, questo è il sogno di tutti gli uomini…”

Ma il film non parla affatto di un cretino come me che per fantasticare proietta se stesso e i suoi ormoni in una famiglia allargata dove rientrando a casa dal lavoro (quale lavoro???) trova ad aspettarlo non una, non due, ma numerose donne che non desiderano altro che coccolarlo e incoronarlo re della casa. Ebbene sì, sappiatelo, ogni uomo ci casca. Noi non impazziamo per i saldi, non andiamo in crisi se ci siamo tagliati i capelli e nessuno se ne accorge, ma qualche volta desideriamo un harem…

Comunque. La storia di The bigamist, ridotta all’osso, è quella di un rappresentante di frigoriferi di circa 35 anni, con una moglie con la quale condivide l’attività lavorativa oltre che la vita di coppia; non possono avere figli, vorrebbero adottarne uno, ma l’agente che si occupa del loro caso investigando sulla vita di Harry scopre che egli ha un’altra moglie a Los Angeles: segue lungo flash back che ci rivela come sono andate le cose. Piano piano scopriamo come ciascun personaggio sia legato agli altri, ci viene restitutita la materia del vivere quotidiano, la fatica, la solitudine e le speranze di queste anime comuni. Siamo nel pieno del boom economico, siamo in America. Siamo nel sogno americano. E Ida Lupino ci traghetta sull’altra faccia della medaglia, ci fà sentire la mancanza di qualcosa a cui i protagonisti non sanno dare un nome. Non è un melodramma, il tono è sobrio sebbene le emozioni siano lì, scintillanti. Non mi stupirei di scoprire che a Cassavetes piacesse questa donna, una delle prime registe a Hollywood.

Non mi stupirei se una canzone del nostro prossimo disco fosse dedicata a lei. Staremo a sentire.

Nel frattempo, ecco a voi One for my baby: ho passato ore a rivedere questo frammento di Road House, del 1948, Ida Lupino qui è solo interprete, sentite e guardate, spero che questo dolce e malinconico blues vi incanti. Io non mi sono ancora ripreso…