Domenica. I colori che ci accompagnano sulla strada Firenze-Torino (rigorosamente via Genova per noi) sono quelli dell’autunno, rosso arancio giallo a macchie in mezzo a nebbioline lattiginose.
Lo ammettiamo, stiamo invecchiando: ci bastano un paio di drink in più e guardale ora le facce stinte sul furgone, driver che si drogano di caffè e galatine abbandonati dal resto della truppa che se la dorme alla grande…
Ha ragione Peppe, siamo camionisti!!! La vita on the road ricorda le vignette di Asterix in cui i legionari ripetono: “Arruolatevi, girerete il mondo, dicevano…” con una ramazza tra le mani. Le nostre prozie e i fan più ingenui immaginano i nostri tour come una lunga vacanza in cui, fatta eccezione per l’ora e mezza di concerto, ci godiamo giri turistici, visite ai centri storici, cenni sulla cultura locale e la storia del luogo, con visita ai migliori ristoratori della città e alberghi di lusso.
Così, tanto per fare, ecco a voi una giornata tipo di qualsiasi tour degli ultimi otto anni:
- ore 10: sveglia con la suoneria del cellulare, prima il tuo poi quello del compagno di stanza, a turno vengono spenti e continuano a suonare ogni dieci minuti (quindi ogni cinque, essendo due apparecchi). Trascorre così l’ora che si era programmata per fare la doccia, agguantare una colazione facendosi insultare dalla cameriera della sala colazioni perchè sei in ritardo e prepararsi a una nuova giornata. Non c’è da stupirsi comunque, considerato che hai chiuso gli occhi alle 4 e mezza di quella mattina.
- ore 11.30: si parte, con mezz’ora di ritardo. Ovviamente Tommaso è sceso per ultimo. Hai davanti a te una distanza media di 300 km.
- ore 12.00: hai appena imboccato l’autostrada, quando Gigi mostra evidenti segni di squilibrio nicotinoide. Sul furgone è vietato fumare, così questa è la prima di almeno tre pause nell’arco di 300 km. Un pullman delle gite dove cercano di appiopparti un set di pentole e nel frattempo visiti Paestum ci mette molto meno…
Per fortuna Skazzo, prode tour-manager, sfodera un set di panini affettati misti e frutta tutto recuperato dal catering della sera precedente e dalla sala colazioni quella mattina. Annusi, mordi e butti tutto giù col caffè, grato a Skazzo per averti fatto risparmiare minimo 4 euro all’autogrill mangiacachet. Gigi ed Elena nel dubbio si comprano un set di caramelle e patatine junk food, chiedendo un anticipo sulla cassa del gruppo.
- ore 13.45: schivi per un pelo un trattorione a cui Gigi cerca di trascinarti, ma il gruppo fà fronte unito e il Lodo Giancursi non passa.
- ore 17.30: l’arrivo della band nel locale era previsto per le 17.00, ma siamo ancora in tangenziale e Gigi… deve pisciare! Questa volta, come nella storia di “al lupo, al lupo” deve pisciare veramente, nemesi perfetta… con la fregatura che siccome incomincia a protestare citando Grillo e Travaglio, rinunci alle tue ragioni e ti scaraventi in Autogrill bestemmiando…
- ore 18.15: arrivo artista. Il locale è nella zona industriale, effettivamente il locale stesso è un capannone, dentro ci sono divanetti e luci strobo, ma da fuori è indubitabilmente un solido capannone. Attorno, solo cemento, statali e sei sei fortunato una bella concessionaria. Mmmhhh… era tempo di rifarsi la Lamborghini!
I tecnici sono già inferociti, si capisce. Nemmeno il tempo di stirarsi, tutti a scaricare. Dov’è Tommaso?
- ore 19.00: primo colpo di cassa del sound-check. Loz è un mito, veloce e capace, dal mixer riesce a recuperare almeno mezz’ora sul nostro ritardo, ma l’ottimo pit-stop non serve a nulla, la band riprova infatti quattro volte quel passaggio del pezzo in cui i monitor di palco fischiano, Gigi ed Elena litigano su un fraseggio di violoncello e Tommaso è ancora al cellulare…
- ore 20.00: il sound-check è pressochè terminato, quando Baracco si accorge di aver fatto tutte le prove con l’ampli del basso in stand-by… ecco perchè continuava a farsi alzare in spia… altri 10 minuti di prove…
- ore 20.15: tutti a cena. Tommaso rimane in camerino, dice che deve cantare e quindi non cena, ma di fatto supererarà abbondamntemente il fabbisogno calorico nutrendosi di birra.
- ore 20.30: il gruppo ordina Pennette alla Crotonese, ma Cristiano e Gigi optano per la lombata cotognata in salsa di Uro e viteltonnatta al marzapane sardo, il tutto bagnato da un quartino… no fai mezzo… facciamo un litro eh…??
- ore 22.00: i secondi non si vedono ancora, l’accompagnatore è nervoso. Alla fine lo chef ce la fà, e anche i nostri chitarristi. Mentre Rossano pianta una mezza scenata all’esterno del ristorante, i ragazzi riescono anche ad agguantare un Fernet.
- ore 22.45: il gruppo giunge trafelato al locale fiondandosi nei camerini, tranne Gigi che si ferma a chiaccherare amabilmente con un ragazzo simpaticissimo che dovete troppo conoscere. In ogni caso, è inutlile scaldarsi: la gente tarda, non si attacca alle 23 ma bensì alle 23.30
- ore 23.30: no scusate alle 23.45. Ma dov’è Gigi? E perchè ci scappa da pisciare e i camerini non hanno (quasi) mai un cesso?
- ore 01.10: esclamazioni di euforia nei camerini mentre il gruppo apre la porta di botto, sullo sfondo applausi e gridolini, sfottò a Tommaso che ha storpiato le parole di almeno tre canzoni nei suoi momentanei black-out neuronali, Gigi scompare subito, il ragazzo simpaticissimo gli deve raccontare una storia troppo figa. Tommaso tenta di asciugarsi mentre firma autografi e fà foto biascicando menate. Cristiano ordina un altro Negroni. Qualcuno pensa a Bob Marley, qualcuno si addormenta, ma poi viene svegliato da un fan che è entrato in camerino e gli parla mentre non si capisce nulla perchè il volume è assordante, il dj in sala ci sta andando pesante con i classici del sabato sera, Chemical Brothers, Blur e vai col liscio. L’arrivo di tre belle ragazze in camerino sconvolge tutti i maschi presenti, che per un attimo si danno un tono. Una è fan del gruppo e chiede autografi su uno scontrino, le altre due sono amiche e sorridono ma rimangono vicino alla porta. Alla fine il buon umore di Gigi contagia tutti e si finisce a pacche sulle spalle, le ragazze, il fan chiaccherone, il tecnico luci del locale che ti vuole raccontare ancora una volta di quella volta che Lou Reed…
- ore 2.45: gli strumenti sono nelle custodie, si carica il furgone. Dov’è Tommaso? E perchè le chitarre di Gigi sono ancora sul palco?
- ore 3.10: il bicchiere della staffa l’hai bevuto mezz’ora fà…
- ore 3.36: vaghiamo sconsolati nella nebbia alla ricerca dell’Hotel, tutti parlano ridono e ripetono la battuta più stupida della serata, che è già diventata il tormentone del tour.
- ore 3.42: il portiere di notte non ride alle nostre idioti battute, sbaglia i cognomi e noi sembriamo una scolaresca alla gita della prima liceo.
- ore 4.15: Rossano dorme, Elena dorme. Gigi fuma sigarette in piedi vicino alla finestra in camera di Cris e Skazzo commentando con sarcasmo i videoclip hip hop che ruotano inesorabili sulle tv musicali, o quel che resta di esse. Tommaso e Baracco occupano i letti e ridono come idioti, la camera è avvolta nel fumo.
- ore 4.47: tutti dormono, finalmente.
Fate i musicisti, girerete il mondo, ci dicevano…
Ps: dalle ore 23.46 alle 01.09, nelle serate migliori si registrano paura, delirio, estasi, frustrazioni, appagamento, gioia, lacrime, sudore, la vita nell’arte nella vita nell’arte nella vita…