Mentre ci apprestiamo a dare gli ultimi ritocchi al nostro disco, di cui vi parleremo ampiamente su queste
stesse pagine nei giorni a venire, ci tenevo a segnalare l’uscita di uno dei migliori dischi italiani non
solo di questo 2010, ma anche di qualcosa in più.
Essere musicisti comporta dei vantaggi e degli svantaggi.
Si incontrano molte persone, tra cui altri musicisti. Ci si trova con i loro dischi in mano prima che
questi escano ufficialmente e ci tocca consumarli in silenzio senza poter condividere con gli altri la
bellezza che ti è cpitata sotto mano (o sotto orecchio, qualcuno mi potrebbe far notare).
Mi è capitato così con Il primo lunedì del mondo dei Virginiana Miller.
L’ho già consumato e continua ad essere un must dei miei spostamenti in macchina.
E’ opinione comunemente accettata che i Virginiana Miller siano una band che costruiscono un universo a sè
stante e questo già basterebbe di suo a renderli particolari. A cosa assomigliano i VM? nel non darvi una
risposta avete già capito almeno la metà del loro immenso valore.
Se a questo ci aggiungete che le liriche di Simone Lenzi, questo lo sostengo da tempo, dovrebbero essere
studiate a scuola per comprendere il concetto di poesia, avete un quadro completo.
Conosco e frequento Simone da qualche anno con difficoltà geografiche dovute alla distanza tra Livorno e
Torino ed ho avuto la fortuna di seguire il disco dai primi provini ascoltati in macchina con lui fino al
disco fatto e finito. Di solito, se si conoscono troppo bene le persone che fanno musica, risulta poi
difficile seguirne i passi artistici senza mescolare le due cose. Finisce a volte che ti passi la voglia
di ascoltare la loro stessa musica. In fondo, perchè frequentare le copie quando si può avere l’originale?
Deve essere per questo che molte persone sono indotte a cercare di conoscere i loro beniamini musicali o a
pagare migliaia di euro per una cena di beneficienza con Eros Ramazzotti. Se la musica funziona anche
dopo, allora è buona. E capita poche volte. Questa è un pò la mia visione (ad onor del vero Simone mi ha
portato in una trattoria a Livorno e non mi ricordo chi ha pagato, secondo me gli devo ancora dei
soldi…).
Ma è del disco che volevo parlarvi, forte del fatto che lo conosco così bene.
A mio avviso ci sono tre tracce che meritano di essere annoverate tra le più belle canzoni mai scritte dai
Virginiana Miller.
Il primo lunedì del mondo
La risposta
La carezza del Papa
il primo lunedì del mondo è il tentativo di ripartire, di ridarsi uno start in un mondo confuso. La descrizione è quasi cinematografica. La musica ci accompagna in questa metaforica discesa dalle scale per ricominciare e rituffarci in una quotidianità che sembrava essere scomparsa. Spettacolare.
Sfido chiunque di voi a cantare la seconda canzone senza essere interrotti dal proprio groppo in gola. Ho fatto diverse figure di merda ai semafori con i lucciconi agli occhi e la Risposta nell’autoradio. E’ talmente avvolgente che è quasi pericolosa. Dovrebbero limitarne la quantità di ascolti per legge. Quelle poche volte (lo ammetto) che non ho resistito e l’ho fatta ascoltare a qualcuno promettendogli di non rivelarlo
neanche sotto tortura (ora che il disco esce posso confessare i miei peccati), me lo sono ritrovato come
uno zombie qualche giorno dopo, a reclamare di riascoltare la canzone. E lì non ho ceduto. Giuro.
Che se lo comprino, il disco. Ora possono farlo.
Per me questa è una delle canzoni italiane più belle mai scritte. E non ho paura di sbilanciarmi.
E le parole sono mani e
le mie mani sono stanche
se anche uscissero dall’acqua
credo non le aiuteresti
voglio te
La carezza del Papa ha un incipit che riflette il mondo a rovescio descritto nel testo. Cruda. Diretta. Da
lasciare senza fiato. E’ il grado massimo di nudità che può permettersi un artista. Ma vi rendete conto di
cosa si sta parlando? Il mondo è pieno di fenomeni da baraccone e c’è ancora chi riesce a produrre
qualcosa che ti entra dentro tramite i sensi, li accarezza, e ti deflagra quando meno te lo aspetti. In
poche parole, qualcuno che riesce a scrivere una vera canzone.
Restano altre 8 tracce.
L’angelo necessario ha un ritornello che non riesci più a lasciarlo andare via.
Cruciverba mi fa quasi invidiare il Simone paroliere e l’originalità musicale del gruppo.
Acque sicure è il surf come metafora della vita e una frase che ti inchioda:
giurami che resteremo
giovani e felici
e sempre in bilico
su queste superfici
L’inferno sono gli altri una riflessione sui social network
Oggetto piccolo (a) mi ricorda i bar non più fumosi con un’umanità incollata terminalmente alle macchinette dei videopoker
Il presidente è l’estremo tentativo di ricondurre all’unità i frammenti che definiamo come le nostre esistenze
E’ la pioggia che va è la cover di Shapiro in versione VM che avete già ascoltato in Cosmonauta di Susanna Nichiarelli.
Sono stufo di recensioni in cui si dice: il gruppo xxx in un mondo ideale dovrebbe essere in classifica. In classifica ci si va perchè la gente compra i dischi. Questo è un disco da comprare.
(sul nostro prossimo venturo ci risentiamo fra poco).
Rivoli, martedì 9 marzo 2010
Mentre ci apprestiamo a dare gli ultimi ritocchi al nostro disco, di cui vi parleremo ampiamente su queste stesse pagine nei giorni a venire, ci tenevo a segnalare l’uscita di uno dei migliori dischi italiani non solo di questo 2010, ma anche di qualcosa in più.
Essere musicisti comporta dei vantaggi e degli svantaggi.
Si incontrano molte persone, tra cui altri musicisti. Ci si trova con i loro dischi in mano prima che questi escano ufficialmente e ci tocca consumarli in silenzio senza poter condividere con gli altri la bellezza che ti è capitata sotto mano (o sotto orecchio, qualcuno mi potrebbe far notare).
Mi è capitato così con Il primo lunedì del mondo dei Virginiana Miller che uscirà a giorni.
L’ho già consumato e continua ad essere un must dei miei spostamenti in macchina.
E’ opinione comunemente accettata che i Virginiana Miller siano una band che costruisce un universo a sè stante e questo già basterebbe di suo a renderli particolari. A cosa assomigliano i VM? Nel non riuscire a darvi una risposta si coglie già almeno la metà del loro immenso valore.
Se a questo ci aggiungete che le liriche di Simone Lenzi, questo lo sostengo da tempo, dovrebbero essere studiate a scuola per comprendere il concetto di poesia, avete un quadro completo.
Conosco e frequento Simone da qualche anno con difficoltà geografiche dovute alla distanza tra Livorno e Torino ed ho avuto la fortuna di seguire il disco dai primi provini ascoltati in macchina con lui fino al disco fatto e finito. Di solito, se si conoscono troppo bene le persone che fanno musica, risulta poi difficile seguirne i passi artistici senza mescolare le due cose. Finisce a volte che ti passi la voglia di ascoltare la loro stessa musica. In fondo, perchè frequentare le copie quando si può avere l’originale?
Deve essere per questo che molte persone sono indotte a cercare di conoscere i loro beniamini musicali o a pagare migliaia di euro per una cena di beneficienza con Eros Ramazzotti (fosse mero filantropismo si sarebbe in odore di santità).
Se la musica funziona anche dopo, allora è buona. E capita poche volte. Questa è un pò la mia visione (ad onor del vero Simone mi ha portato in una trattoria a Livorno e non mi ricordo chi ha pagato, secondo me gli devo ancora dei soldi…).
Ma è del disco che volevo parlarvi, forte del fatto che l’ho ascoltato così bene.
A mio avviso ci sono tre tracce che meritano di essere annoverate tra le più belle canzoni mai scritte dai Virginiana Miller.
Lunedì
La risposta
La carezza del Papa
Lunedì è il tentativo di ripartire, di ridarsi uno start in un mondo confuso. La descrizione è quasi cinematografica. La musica ci accompagna in questa metaforica discesa dalle scale per ricominciare e rituffarci in una quotidianità che sembrava essere scomparsa. Spettacolare.
Sfido chiunque di voi a cantare la seconda canzone senza essere interrotti dal proprio groppo in gola. Ho fatto diverse figure di merda ai semafori con i lucciconi agli occhi e la Risposta nell’autoradio. E’ talmente avvolgente che è quasi pericolosa. Dovrebbero limitarne la quantità di ascolti per legge. Quelle poche volte (lo ammetto) che non ho resistito e l’ho fatta ascoltare a qualcuno facendogli promettere di non rivelarlo neanche sotto tortura (ora che il disco esce posso confessare i miei peccati), me lo sono ritrovato come uno zombie qualche giorno dopo, a reclamare di riascoltare la canzone. E lì non ho ceduto. Giuro. Che se lo compri, il disco. Ora può farlo.
Per me questa è una delle canzoni italiane più belle mai scritte. E non ho paura di sbilanciarmi.
E le parole sono mani e
le mie mani sono stanche
se anche uscissero dall’acqua
credo non le aiuteresti
voglio te
La carezza del Papa ha un incipit che riflette il mondo a rovescio descritto nel testo. Cruda. Diretta. Da lasciare senza fiato. E’ il grado massimo di nudità che può permettersi un artista. Ma vi rendete conto di cosa si sta parlando? Il mondo è pieno di fenomeni da baraccone e c’è ancora chi riesce a produrre qualcosa che ti entra dentro tramite i sensi, li accarezza, e ti deflagra nell’anima quando meno te lo aspetti. In poche parole, qualcuno che riesce a scrivere una vera canzone.
Restano altre 8 tracce.
L’angelo necessario ha un ritornello che non riesci più a lasciarlo andare via.
Cruciverba mi fa invidiare il Simone paroliere e l’originalità musicale del gruppo.
Acque sicure è il surf come metafora dei nostri spostamenti terreni e una frase che ti inchioda:
giurami che resteremo
giovani e felici
e sempre in bilico
su queste superfici
L’inferno sono gli altri è uno squarcio esistenziale sui social network
Oggetto piccolo (a) mi ricorda i bar non più fumosi con un’umanità incollata terminalmente alle macchinette dei videopoker
Il presidente è l’estremo tentativo di ricondurre all’unità i frammenti che definiamo come le nostre stesse vite.
E’ la pioggia che va è la cover dei Rokes in versione VM che avete già ascoltato in Cosmonauta di Susanna Nicchiarelli.
Sono stufo di recensioni in cui si dice: il gruppo xxx in un mondo ideale dovrebbe essere in classifica. In classifica ci si va perchè la gente compra i dischi. Questo è un disco. La fine del sillogismo la lascio a voi
(sul nostro prossimo venturo ci risentiamo fra poco).
P.S.
Qualche direttiva per i più curiosi:
Il blog dei VM in occasione del disco nuovo
Il sito dei VM
Il Facebook de Il primo Lunedì del mondo
Rivoli, martedì 9 marzo 2010